

Sono stati ispezionati ben 97 veicoli NCC (Noleggio con conducente), 49 taxi regolarmente registrati e 25 società operative all’interno dell’area portuale
Erano lì ogni mattina, pronti ad agganciare turisti ignari appena scesi dalle grandi navi da crociera. Una sorta di caccia al passeggero con valigia, nella speranza di concludere una corsa senza regole né licenza.
Ma il porto di Civitavecchia, stavolta, ha detto basta: la Guardia di Finanza ha infatti individuato e sanzionato diversi operatori abusivi di trasporto privato, intenti a intercettare crocieristi in arrivo nello scalo laziale.
I controlli si sono concentrati nell’area intermodale di Largo della Pace, il cuore pulsante della logistica dei flussi turistici via mare. È qui che arrivano gli shuttle bus carichi di visitatori appena sbarcati. Ed è qui che, con discrezione, le Fiamme Gialle del Gruppo di Civitavecchia hanno messo in atto un piano di controllo su larga scala.
Nel dettaglio, sono stati ispezionati ben 97 veicoli NCC (Noleggio con conducente), 49 taxi regolarmente registrati e 25 società operative all’interno dell’area portuale. I risultati? Più che eloquenti.

Quattro conducenti NCC sono risultati non in regola, di cui ben tre completamente abusivi, privi di ogni autorizzazione per operare in ambito pubblico. Per loro è scattato il fermo amministrativo del veicolo e il ritiro immediato della carta di circolazione.
Nel mirino anche 3 taxi e 9 dipendenti di società concessionarie di box che agivano in violazione del regolamento portuale, mettendo a rischio la sicurezza e la trasparenza in un’area delicatissima come quella dello scalo internazionale.
Ma non è tutto. Gli accertamenti si sono allargati anche all’ambito fiscale e del lavoro. E i riscontri non sono mancati: sono emerse violazioni gravi, come la vendita di biglietti non fiscalizzati, l’omessa certificazione dei corrispettivi, l’utilizzo di registratori telematici non revisionati, e perfino la presenza di due lavoratori completamente “in nero”.
Tutte le irregolarità rilevate saranno segnalate alla locale autorità portuale, con richiesta di revoca dei permessi di accesso per gli operatori non in regola.
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UNA PROPOSTA, ANCHE SEQUESTRO SENZA RESTITUZIONE DEL VEICOLO AI FURBETTI .