Caccia ai latitanti internazionali: 4 arresti a Roma. In manette una direttrice di asilo nido ricercata per abusi su minori

Operazione del Nucleo Investigativo e dell'Interpol. Massima allerta per una cittadina tunisina di 39 anni, colpita da una "Red Notice" per complicità in violenza sessuale su un bimbo di 3 anni

Una rete investigativa globale per scovare e assicurare alla giustizia i latitanti stranieri che vedevano nella Capitale e nella sua provincia il rifugio perfetto per sfuggire alle patrie galere.

Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma (Dipartimento criminalità diffusa e Gruppo Esecuzione), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno localizzato e tratto in arresto quattro soggetti ricercati in ambito internazionale.

Le operazioni, condotte in stretta osmosi informativa con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), hanno permesso di neutralizzare profili criminali di estrema pericolosità sociale, accusati di gravissimi reati contro il patrimonio e contro la persona.

L’Orrore all’Asilo Nido: la Cattura della Titolare colpita da “Red Notice”

L’arresto di maggior rilievo investigativo e umanitario riguarda una cittadina tunisina di 39 anni.

La donna era colpita da una Red Notice (l’avviso di cattura internazionale della Divisione Interpol) a seguito di un mandato d’arresto emesso dalla Magistratura di Tunisi per fatti raccapriccianti avvenuti all’interno di una struttura scolastica di sua proprietà.

Le autorità nordafricane avevano segnalato l’Italia come probabile scalo della fuga. Gli uomini del Nucleo Investigativo, attraverso complesse attività di intelligence, analisi digitale e appostamenti sul campo, sono riusciti a isolare il covo in cui la donna si nascondeva.

Dopo l’identificazione certa avvenuta tramite i riscontri dattiloscopici (impronte digitali), la 39enne è stata associata alla casa circondariale di Roma Rebibbia in attesa del completamento dell’iter diplomatico di estradizione.

Il Blitz a Pomezia e il Ruolo del Team Cacciatori di Latitanti (F.A.S.T.)

L’altra importante spalla dell’operazione si è sviluppata nell’hinterland romano, precisamente a Pomezia.

Qui l’attività d’indagine ha visto il coinvolgimento dei reparti d’élite S.I.RE.N.E. e dei team F.A.S.T. (Fugitive Active Search Teams), le unità speciali dedicate esclusivamente alla localizzazione dei grandi fuggitivi in Europa.

Il Sequestro Internazionale

A finire in manette a Pomezia è stato un cittadino di origine slovacca. L’uomo era ricercato in patria per i reati di sequestro di persona e sottrazione di persone incapaci, commessi all’estero.

La legislazione slovacca punisce questa fattispecie con pene severissime che arrivano fino a un massimo di 15 anni di reclusione. Anche per lui sono state avviate le procedure accelerate di consegna internazionale tramite il canale del Mandato d’Arresto Europeo (MAE).

Tutti gli arrestati sono stati posti a disposizione della Corte d’Appello di Roma, organo giurisdizionale competente per sovrintendere alla convalida dei fermi e alla successiva consegna dei detenuti agli Stati esteri richiedenti.

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