

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA e Antonio Giordano, segretario generale SUNIA Campania
Si sono svolti oggi, presso la Parrocchia Santuario di San Biagio a Cardito i funerali di Ciro Abbazia, il 40enne che ieri si è tolto la vita nella sua abitazione di Caivano, in via Visone. Il giovane ha compiuto il disperato gesto dopo aver ricevuto lo sfratto.
«La morte di Ciro, un giovane lavoratore precario che ha scelto di togliersi la vita dopo aver ricevuto uno sfratto, è una ferita aperta nel cuore del nostro Paese.
Non possiamo, non vogliamo, restare in silenzio di fronte a questa ennesima vittima di un sistema che non tutela i più fragili. Ciro è morto perché lo Stato ha fallito nel garantire il suo diritto fondamentale alla casa!
È morto perché l’emergenza abitativa è una piaga che continua a mietere vittime, soprattutto nelle periferie dimenticate.
Indignazione, rabbia, sgomento. Sono questi i sentimenti che ci pervadono. Indignazione per un sistema che preferisce lasciare le persone sole e disperate, piuttosto che offrire loro un sostegno concreto. Rabbia perché Ciro è stato lasciato solo dalle istituzioni quando più ne aveva bisogno. Sgomento per una morte che poteva e doveva essere evitata.
L’emergenza abitativa non può più essere ignorata. Da tempo sosteniamo che servono misure urgenti per garantire il diritto alla casa a tutti i cittadini e la somma irrisoria, prevista nella legge di Bilancio 2025 di 10milioni di euro per la morosità incolpevole, in un Paese attanagliato dalla precarietà e dalla mancanza di alloggi, è una miseria che non dimostra la reale volontà di affrontare l’emergenza, è solo un cerotto su una ferita aperta!
Il Governo non può continuare a voltarsi dall’altra parte di fronte a queste tragedie che rischiano di non essere casi isolati, perché tra precarietà lavorativa e la difficoltà ad avere un tetto sulla testa, ormai per molte persone il rischio di non farcela più a sopravvivere è reale!
È urgente un cambio di rotta nelle politiche abitative. Il Governo deve abbandonare la logica delle grandi opere, come il Ponte sullo Stretto e occuparsi di chi oggi, sotto un ponte, rischia di andarci a vivere!»
Così in una dichiarazione Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA e Antonio Giordano, segretario generale SUNIA Campania
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Era in depressione da tempo e non lavorava, sembra un po da sciacalli ridurre il suicidio al problema del diritto alla casa