

Una maxi immondezzaio poi bonificato con i soldi dei contribuenti. A denunciare il paradosso il segretario romano del Sulpl della polizia locale
All’ingresso del campo rom di Tor Sapienza, in via Salviati, Roma sembra dimenticarsi di essere la Capitale. Frigoriferi sventrati, pneumatici accatastati, mobili a pezzi, carcasse di ferro arrugginito e rifiuti elettronici sparsi ovunque.
Una discarica a cielo aperto che esplode davanti agli occhi di chiunque passi da lì. Come un biglietto da visita per chi entra, e uno schiaffo per chi ancora crede che la legalità si possa mantenere solo con la buona volontà.
Una maxi immondezzaio poi bonificato con i soldi dei contribuenti. A denunciare il paradosso il segretario romano del Sulpl della polizia locale.

Come denuncia in una nota il Sindacato unitario lavoratori polizia locale: “Come da anni denunciato da questo Sindacato, i piantonamenti vetrina davanti l’ingresso dei campi nomadi si confermano fallimentari per debellare i fenomeni criminosi riducendosi a operazione di mera facciata.
Impossibile d’altronde immaginare che due o quattro unità poste all’ingresso abbiano capacità d’intervento in sicurezza, all’interno di villaggi abitati da centinaia di persone, molte delle quali con precedenti penali alle spalle e legate tra loro da vincoli di parentela“.
“Paradossale l’involontaria complicità dell’istituzione che, provvedendo a periodiche bonifiche e rimozione dei rifiuti anche speciali stoccati di fatto alimenta il fenomeno, accollandosi le spese dello smaltimento in discarica – conclude Marco Milani -.
Come sindacato di polizia locale torniamo a chiedere un inversione di rotta sul fronte della Sicurezza Urbana, riportando i gruppi speciali come quelli preposti al controllo degli insediamenti abusivi ai loro compiti d’istituto ed evitando così, ai pochi colleghi impiegati quotidianamente in quelli che appaiono essere servizi di portierato, di catalizzare sugli operatori del Corpo eventuali inefficienze gestionali“.
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