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Cane impiccato a Casal de’ Pazzi

Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) sporge denuncia e si costituisce parte civile

L’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) Italia interverrà come parte attiva nel procedimento penale, depositando una denuncia penale e costituendosi come parte civile nel processo contro l’uomo che ha impiccato un cane all’interno del Parco dell’Aniene, a Casal de’ Pazzi, nella periferia nord-est di Roma.

«Da quanto abbiamo appreso, ha assistito alla macabra scena un agente della polizia penitenziaria che aveva da poco finito il suo turno nel vicino carcere di Rebibbia», racconta Rita Corboli, delegata romana dell’Oipa. «Fuggito a bordo della sua auto, il 65 enne è stato comunque rintracciato e denunciato e ora dovrà rispondere delle accuse di uccisione di animale, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Secondo le prime ricostruzioni, il cane sarebbe stato di due sue amiche, presenti sulla scena del delitto, denunciate poi per resistenza e minacce a pubblico ufficiale».

L’Oipa ricorda che l’uccisione di animali è reato art. 544 bis del Codice penale, che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”.

«Una sofferenza inaudita subita da un essere senziente che non si può accettare e che chiede giustizia. Per questo procederemo in sede giudiziaria», dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia. «Le pene previste dalla nostra legislazione per tali reati sono troppo lievi, lo ripetiamo da tempo. Occorre una tutela più incisiva per gli animali, che ancora non ricevono una copertura legislativa diretta non essendo loro riconosciuta soggettività giuridica. Auspichiamo un inasprimento per le pene riguardanti il maltrattamento e l’uccisione di animali, anzitutto per l’esigenza di una loro piena tutela, ma anche perché studi scientifici attestano la correlazione tra la crudeltà sugli animali e la più generale pericolosità sociale di chi la commette».

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