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E’ caos sulla nomina di Liporace a capo della Polizia di Roma Capitale

Giannini (SULPL): Marino convinca Buttarelli a riprendere servizio

Da una settimana ormai a Roma si attende la fine di quella che sta diventando una situazione alquanto spinosa, riguardo la nomina di Oreste Liporace come nuovo comandante della Polizia di Roma Capitale. Procediamo con ordine, tentando di far chiarezza sulla vicenda.

I candidati alla successione di Carlo Buttarelli (comandante uscente per dimissioni) erano novantanove e per circa tre mesi il sindaco Marino e il capo di gabinetto Luigi Fucito hanno esaminato accuratamente i curricula di ogni singolo pretendente. Al termine di questo scrupoloso lavoro, si è scelto di puntare su Oreste Liporace, commettendo un banalissimo errore: non constatare che egli non ha i requisiti minimi per essere nominato comandante. Occorrono, infatti, cinque anni di dirigenza, come stabilito dal regolamento della Polizia municipale, che il carabiniere cosentino non avrebbe nel suo curriculum.

Parlare di quadro della situazione imbarazzante è probabilmente riduttivo. Si vocifera intanto di un passo indietro “volontario” di Liporace, dovuto a motivi familiari. Forse un modo per tranquillizzare le acque.

Stefano Giannini, segretario romano del SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) in una sua dichiarazione ha mandato un chiaro messaggio al sindaco Marino: “Proponiamo al sindaco di convincere l’ex comandante Bucciarelli a ritirare le dimissioni ed a riprendere il lavoro che aveva lasciato. Non ci sarebbe nessun vincitore o sconfitto, si tratterebbe di ricominciare un lavoro troppo presto interrotto per il bene della Polizia Locale di Roma”.


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