La Capitale “game over” per un giorno. Maxi sciopero dei dipendenti comunali

Venerdì 6 giugno per la prima volta nella storia a rischio tutti i servizi gestiti dalla grande macchina amministrativa

Quella di venerdì 6 giugno 2014 sarà veramente una giornata nera per la Capitale. Oltre 24 mila dipendenti comunali incroceranno le braccia contemporaneamente per la prima volta nella storia mettendo così a rischio tutti i servizi gestiti dalla grande macchina amministrativa.
Saranno chiusi gli asili nido e le materne, serrate le biblioteche, assenti i vigili urbani dalla strade e sarà impossibile svolgere qualsiasi operazione all’intero degli uffici comunali.
Per un giorno i lavoratori anziché mettersi a disposizione dei cittadini scenderanno in piazza, adottando lo slogan “Game Over-insert coin to continue” (il gioco è finito inserire il denaro per continuare), facendo sentire la loro voce contro i tagli al salario accessorio e per difendere i servizi pubblici a cittadini e imprese.

roma-campidoglio-occupato-protesta-dipendenti-600x300Invano il vicesindaco Luigi Nieri ha tentato di dissuadere i sindacati per scongiurare il maxi sciopero.

Luigi Nieri
Luigi Nieri

“Io ho provato in tutti i modi a fare appelli alla ragionevolezza, al buon senso, anche cercando di eliminare tutte le preoccupazioni, ma non è servito – ha spiegato Nieri in un’intervista a La Repubblica – Mi aspetto che il sindacato rinunci allo sciopero. Anzi approfitto per fare un ultimo appello: siccome creerà dei disagi incredibili ai cittadini e siamo ancora seduti tutti al tavolo, continuiamo a dialogare”.

Un appello che rimarrà inascoltato viste le affermazioni dei portavoce delle sigle sindacali Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Csa.
“I dipendenti di Roma Capitale sono stretti in una morsa che da una parte vede aumentare la loro produttività sia a fronte della diminuzione del personale, circa 10 mila unità negli ultimi 8 anni, che dei servizi da presidiare, il 30-40% in più nell’ultimo decennio.
La città vive in uno stato di continua emergenza, 24 ore al giorno, mentre i lavoratori sono costretti a fare i conti con un turn-over bloccato e con l’assenza di qualsiasi intervento di riorganizzazione dei servizi. E la giunta Marino, così come quelle precedenti, resta immobile.
La nostra mobilitazione continuerà fin quando non otterremo dall’amministrazione una risposta che rispetti la dignità dei lavoratori e salvaguardi i servizi ai cittadini”.

Ignazio Marino
Ignazio Marino

Contro la decisione dei sindacati anche il sindaco Marino che teme le conseguenze della protesta.
“Sono sbigottito dal comportamento dei sindacati – afferma il primo cittadino – L’unica risposta che mi posso dare è che sono loro che non vogliono arrivare ad un accordo.
In altre città il salario accessorio – aggiunge – è stato cancellato dal bilancio di previsione, io fin dal primo momento dissi che bisognava diminuire gli stipendi alti e proteggere quelli più bassi”.

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