Capolavori che ritornano

Dipinti, pale d'altare e sculture in marmo a Palazzo Ruspoli dal 28 febbraio al 15 giugno 2008

Da Tintoretto a Tiepolo, da Caproni al Maffei, sono oltre cento le opere italiane dell’arte veneta e toscana esposte, dal 28 febbraio al 15 giugno 2008, negli spazi di Palazzo Ruspoli, in via del Corso 418.

Negli ultimi dodici anni, il Gruppo Banca Popolare di Vicenza ha raccolto dipinti, pale d’altare, sculture in marmo e capolavori che ritornano in Italia, dopo un lungo lavoro del gruppo bancario vicentino per l’acquisizione da collezioni private, dal mercato antiquario e dalle aste internazionali. Le opere raccolte nella collezione provengono da New York, Parigi, Amsterdam e Vienna.

Un’esposizione – ha dichiarato Fernando Rigon, curatore della mostra – che detta il rimpatrio di opere, alcune delle quali, ad oggi, inedite, quindi di grande interesse anche per la comunità scientifica. Ogni opera è corredata da una scheda che ne traccia il percorso che fatto nel corso dei decenni e messa a confronto con opere similari in prestito da altre collezioni italiane".

Cuore del percorso espositivo è la sala dedicata al cosiddetto "Tesoro", dove spiccano tre tavolette di Filippo Lippi, due crocifissi di Giovanni Bellini e alcuni frammenti di pale d’altare come la "Madonna con Bambino" di Giovanni Buonconsiglio, una suggestiva tela del 1602 di Michelangelo Merisi da Carvaggio, la "Coronazione di spine" nonchè l’innovativo per tecnica e capacità espressiva "Crocifisso con cimitero ebraico", olio su tela realizzato dal Bellini nel 1480; tra le sculture in mostra anche la "Calliope" in marmo del 1812 di Antonio Canova.

"Dopo aver restaurato completamente Palatto Thiene, capolavoro del Palladio a Vicenza – spiega Giovanni Zanin, presidente della Banca Popolare di Vicenza – abbiamo pensato che il più adeguato degli allestimenti per la prestigiosa struttura potesse essere costituito da opere di artisti del nostro territorio che, per le ragioni più disparate, nel corso dei decenni passati sono espatriate. Una mostra che, in staffetta con “Nostoi” presso le Scuderie del Quirinale, segna un’inversione di tendenza promuovendo un ritorno, non solo nello spazio ma, anche, nel tempo."

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