Casa Minnucci a Monteverde

Makaa Jade - 13 Settembre 2018

La Casa Minnucci a Monteverde fu il primo progetto commissionato all’architetto Gaetano Minnucci (Macerata, 1896- Roma, 1980) presso lo studio di Ugo Gennari, architetto liberty di alcuni villini nei dintorni del quartiere Coppedè. Terminata nel 1926,

Casa Minnucci porta solo il nome dell’architetto senza essere stata la sua dimora, diversamente dal contemporaneo e monteverdino villino liberty, in via Dandolo 80, che fu casa-studio dell’architetto Innocenzo Sabbatini, realizzato per sé proprio nel 1926. Situata in via Carini al civico 28 con il prospetto frontale caratterizzato da due enormi finestre che lasciano intravedere la scala interna ad un grande ambiente, Casa Minnucci fu costruita secondo le idee pubblicate in “L’abitazione moderna popolare nell’architettura contemporanea olandese” (1926), a firma del medesimo Minnucci.

Infatti, in questo libro, definito ”opera di uno scopritore”, dall’architetto razionalista Alberto Sartoris, il Minnucci focalizzava i temi della sua ricerca su esempi di modernità, caratterizzata dai paradigmi del cosiddetto “razionalismo”, centrato sul “rifiuto dell’eclettismo a favore del principio della costruzione in serie” (Treccani).

L’influenza dell’architettura olandese nell’espressione artistica del Minnucci, infatti, ebbe origine dai frequenti soggiorni-studio effettuati nei Paesi Bassi a seguito della laurea conseguita nel 1920 a Roma presso la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri. Durante questi viaggi, e precisamente a Senigallia, conobbe anche la pianista e pittrice olandese, Iete van Begue, che divenne sua moglie e fu compagna per tutta la sua vita. Interessandosi poi attivamente, durante le sue assidue permanenze in Olanda, alle iniziative inerenti all’architettura del paese, Minnucci ebbe modo di stringere amicizia con professionisti quali l’ingegnere Willem Marinus Dudok, noto principalmente per il Municipio di Hilversum e il Teatro di Utrecht, e l’architetto Jacobus Johannes Peter Oud, che fu l’urbanista dei quartieri popolari di Leida, Rotterdam e Stoccarda.

Di conseguenza, questa sua prima opera architettonica, realizzata appunto a Monteverde, in cui il Minnucci applica il “razionalismo” assorbito dall’influenza dell’architettura olandese, in contrasto con lo stile liberty dell’epoca, fu tra le poche architetture contemporanee pubblicate nel Manifesto del Razionalismo Italiano (MIAR) del Gruppo 7, gruppo di architetti italiani costituitosi nel 1926 e promotore appunto del razionalismo italiano.

Makaa Jade

 


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