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Casilina, 21enne gay si lancia dall’undicesimo piano

Si ipotizza che il ragazzo sia stato vittima di atteggiamenti omofobi
Redazione - 28 Ottobre 2013

Ieri 27 ottobre un ragazzo di 21 anni si è lasciato cadere dall’11° piano della sua abitazione sulla via Casilina. Il giovane ha lasciato una lettera in cui confessa la sua omosessualità e condanna l’omofobia. “L’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia – ha scritto nel biglietto – e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza”.

L’ipotesi più accreditata è che il ragazzo fosse vittima di atteggiamenti omofobi e che proprio questi l’avrebbero istigato al suicidio.
E’ il terzo caso di suicidio per omofobia in poco più di un anno. Altri due ragazzi di 14 e 15 anni si sono tolti la vita per le stesse motivazioni.

A lanciare l’allarme è Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center che ritiene “allarmanti” i dati sull’omofobia e chiede aiuto alle Istituzioni.

La legge per inasprire le pene per chi commette reati di carattere omofobo, con tutte le polemiche che l’ha accompagnata, dovrà essere discussa in Senato.

Mercoledì 30 ottobre il mondo gay scenderà in piazza a Roma per sollecitarne l’approvazione. “In Italia – ha detto Marrazzo – non si parla di matrimoni gay ma di funerali gay”.

“Davanti alla tragedia del giovane che ha scelto di togliersi la vita – dichiara in una nota l’assessora alla Scuola, infanzia, giovani e pari opportunità di Roma Capitale, Alessandra Cattoi – non possiamo che provare dolore e profondo rammarico. Le istituzioni hanno il dovere di battersi in prima linea contro il disagio, l’indifferenza e il senso di solitudine che troppo spesso, tra i nostri giovani, sfociano in drammi come quello di oggi.

Le scuole, che sono il vero laboratorio culturale dei nostri ragazzi, possono svolgere un ruolo fondamentale nella lotta all’indifferenza, per costruire una società solidale, unita e soprattutto accogliente, dove nessuno possa più sentirsi solo, né diverso.

L’amministrazione capitolina continuerà a lavorare in questa direzione, per dire basta a questi drammi della solitudine, affinché Roma diventi sempre più una Capitale dell’accoglienza”.

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