Casilino 900 sbaraccamento rapido, bonifica ambientale non si sa quando

Ancora poche baracche e meno di cento persone "da sistemare" e il campo nomadi abusivo più grande d'Europa scomparirà sotto gli ultimi colpi di ruspa

Ancora poche baracche e meno di cento persone tra bambini ed adulti "da sistemare" e poi finalmente, il campo nomadi abusivo più grande d’Europa, tollerato da tutte le giunte di destra e di sinistra che si sono succedute in questi ultimi 40 anni, scomparirà definitivamente sotto gli ultimi colpi di ruspa.

Ma nonostante l’accelerazione con cui questa amministrazione comunale e il prefetto Pecoraro hanno eliminato un problema che sembrava irrisolvibile abbiamo l’obbligo morale di di segnalare alcune problematiche, molte delle quali trasferite in altri municipi romani e non ultimo che sono state di fatto imposte a degli esseri umani, i cui visi in questi giorni somigliavano molto a quelle foto d’epoca sui pellirosse, quando venivano rinchiusi dai conquistatori bianchi nelle riserve assegnate.

L’ultimo portavoce del campo nominato dall’assessore Belviso, si chiama Romano Salkanovic il quale ci ha raccontato delle difficoltà di accesso al campo superaffollato di Salone dovute alle numerose etnie presenti e che spesso hanno manifestato anche con atti di violenza il non gradimento ai nuovi accessi disposti dai funzionari del dipartimento.

Abbiamo assistito poi (da clandestini, perché la Polizia Municipale tende ad allontanare occhi indiscreti) ad una operazione priva delle più elementari forme di sicurezza, con operatori quasi invasati e il cui unico obiettivo era ed è, di abbattere, abbattere, abbattere.

Caschi, scarpe antinfortunistice, transennamenti e le più elementari norme per la salvaguardia degli operatori e della sicurezza dei bambini e dei residenti, pur obbligatori in situazioni del genere, non li abbiamo notati e questo pur in presenza di vigili e ufficiali della polizia municipale, peraltro preposti al controllo del rispetto delle disposizioni di legge.Fare presto, fare presto, era l’ordine da eseguire, quasi non si volesse dare ad un popolo dalle diverse etnie, la possibilità di mettere in discussione le decisioni prese a tavolino.

Ma si sa, rom e senza fissa dimora hanno dato e danno solo problemi, non hanno un potere contrattuale (quello derivante dall’esercizio del voto) e quindi non hanno diritto a pretendere nulla.

Ma almeno i residenti di Centocelle, Torre Spaccata e Don Bosco i diritti ce li hanno, non foss’altro in quanto contribuenti e quindi la richiesta di avere una bonifica completa dell’area che costeggia la Palmiro Togliatti non può essere rinviata alle calende greche e a chissà quante promesse da diluire nelle prossime campagne elettorali.

Il comune, – visto anche il definanziamento di alcune opere decise dalla ex giunta Veltroni da realizzare sul parco di Centocelle – attraverso il Sindaco Alemanno fornisca ai cittadini residenti un cronoprogramma dove siano cadenzati i tempi della bonifica dell’area, di quello che è ormai l’ex campo nomadi di Casilino 900 e i tempi del trasferimento dei rottamatori, che in quanto a inquinamento, non sono certamente inferiori agli ex abitanti della baraccopoli abusiva più grande d’Europa.

Al link seguente altre foto del campo Casilino 900 http://www.facebook.com/album.php?aid=35319&id=1186086810

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