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Caso Cucchi, nessun colpevole secondo la sentenza

Tutti stretti intorno alla famiglia Cucchi. Pignatone: "riesamineremo tutte le carte"

Tutti assolti. E’ questa la sentenza che chiude, per il momento, il processo per la morte di Stefano Cucchi avvenuta il 22 ottobre 2009 presso l’ospedale Sandro Pertini. Il 15 ottobre 2009 il giovane era stato arrestato per spaccio di droga ed era detenuto nel carcere di Regina Coeli. Ancora rimbombano nelle orecchie e ritornano alla mente i servizi televisivi e le fotografie del trentunenne romano con importanti ecchimosi sul volto che lasciavano presagire un pestaggio nei suoi confronti. Qualcuno la verità sulle cause della morte del geometra sicuramente le conosceva e le conosce tutt’ora, ma è il silenzio a dominare la scena. Un silenzio codardo che non può essere compreso o condiviso, un’omertà, di chi, probabilmente, non deve fare i conti con la coscienza. Medici, infermieri e poliziotti, tutti innocenti e perciò assolti, bizzarro.

avvocato

La battaglia della sorella, Ilaria Cucchi, continua e colma di sdegno dopo la sentenza ha dichiarato: “Mi devono uccidere per fermarmi, non ce l’ho con i giudici di appello, ma adesso, da cittadina comune, mi aspetto il passo successivo e cioè ulteriori indagini, cosa che chiederò al procuratore capo Pignatore. Se lo Stato non sarà in grado di giudicare se stesso, faremo l’ennesima figuraccia davanti alla corte europea. Sono molto motivata.”

Parole che trovano il consenso popolare e politico. Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) scrive un tweet molto eloquente: “5 anni passati e 0 responsabili. Ingiustizia è fatta.” Nessuno, o quasi, vuole credere che sia andata realmente così ed Antonio Marchesi, presidente di Amnesty Italia ha dichiarato: “Aspettiamo di sapere perché la Corte abbia deciso di mandare tutti assolti, quel che è certo è che, a cinque anni di distanza la verità processuale non sembra dirci nulla di quel che è accaduto davvero.”

A volerci vedere chiaro sulla morte di Cucchi è senz’altro il Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone che ha fatto sapere alla sorella si Stefano che riesaminerà tutte le carte processuali e che saranno fatti accertamenti anche ‘su chi e cosa non è stato ancora oggetto di indagine’. Verrà esaminato tutto, passaggio dopo passaggio, dal fermo di Cucchi eseguito dai carabinieri fino al presunto pestaggio che avrebbe subito nelle celle di sicurezza del tribunale mentre era in attesa dell’udienza di convalida.

Anche Jovanotti su Facebook: Quando lo Stato “prende in consegna un cittadino disarmato, lo arresta, in base al diritto democratico quella persona deve potersi sentire totalmente al sicuro anche nel caso più estremo, anche se fosse il peggiore dei fuorilegge”. Parole di vicinanza alla famiglia Cucchi arrivano da chi ci è passato per queste situazioni molto spiacevoli, vale a dire la famiglia Sandri ed Aldrovandi.

Inutile aggiungere troppe parole laddove non c’è più nulla da dire. Stefano era un ragazzo che senz’altro aveva sbagliato nella vita ma, sicuramente, non doveva pagare con la morte.

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