Castel Porziano: tornano i lavori sulla Litoranea, ma senza chiusure

Il cronoprogramma prevede lavori no stop, 24 ore su 24, per ridurre al minimo i tempi

È passato un anno da quando la chiusura della via Litoranea aveva fatto temere il peggio: spiagge isolate, residenti tagliati fuori, trasporti pubblici sospesi. Oggi, il tempo delle proteste sembra alle spalle.

Le navette speciali attivate per garantire l’accesso ai famosi “Cancelli” di Castel Porziano sono ormai parte del paesaggio estivo. Ma resta un punto critico: i ponti che collegano l’entroterra al mare.

Ed è da lì che si riparte. A cominciare dal ponte C, il più problematico, quello che sorge in corrispondenza del km 7+600 della via Litoranea, proprio nei pressi dell’ottavo cancello.

I lavori per la sua messa in sicurezza inizieranno a breve. Lo ha confermato Manuela Chioccia, delegata alla viabilità della Città Metropolitana, assicurando che l’intervento sarà eseguito “senza modificare l’attuale assetto viario”.

Un dettaglio non da poco, perché significa che le spiagge resteranno accessibili, i bus potranno continuare a passare e i residenti non dovranno temere nuovi disagi.

Il cronoprogramma prevede lavori no stop, 24 ore su 24, per ridurre al minimo i tempi. L’obiettivo è chiaro: arrivare entro la fine di giugno al ripristino definitivo del tratto interessato e all’eliminazione delle limitazioni di carico fino all’incrocio con la strada provinciale Ostia–Anzio/Pratica di Mare, nel cuore di Campo Ascolano.

Ma non sarà l’unico cantiere. Passata l’estate, sarà la volta del ponte D, al km 11+050, nel comune di Pomezia. Anche lì si interverrà, ma solo quando la stagione balneare sarà conclusa, per evitare di compromettere l’afflusso ai lidi.

La partita sulla sicurezza della Litoranea, però, non è solo tecnica. È anche sociale e politica. Lo sanno bene i comitati di quartiere, in particolare quello di Campo Ascolano, che nei mesi scorsi aveva lanciato l’allarme: “Chiudere la strada all’altezza dell’ottavo cancello significa isolare migliaia di persone e penalizzare il territorio”. Timori comprensibili, ma oggi disinnescati grazie al lavoro del tavolo tecnico che ha saputo coniugare sicurezza e fruibilità.

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