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Cedolare secca al 26 per cento sugli affitti brevi è un primo segnale

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA

«Premesso che il SUNIA ha sempre sostenuto di non prevedere nessuna forma di agevolazione sugli affitti brevi, per questo prende atto che l’introduzione dell’aliquota al 26% è un primo segnale, seppur non risolutore, per tentare di contribuire a disincentivare la proliferazione delle locazioni brevi facendo sì che le abitazioni tornino ad essere disponibili per chi cerca un’abitazione stabile e di lunga durata.

È fondamentale, infatti, per far sì che ci siano vincoli e controlli più efficaci su questo tipo di locazioni, la necessità, ancora disattesa dal Governo, di consentire ai Comuni l’introduzione di adeguate norme di regolamentazione di un settore, quello delle locazioni turistiche, che sta determinando molteplici situazioni di un massiccio ricorso dei proprietari e dei grandi gruppi di intermediazione immobiliare a questa modalità di affitto che altera il mercato immobiliare delle città, in particolare quelle turistiche, e priva le locazioni di durata di un adeguato supporto mentre incide sullo stesso assetto urbanistico dei Comuni. Va garantita una adeguata offerta di abitazioni in locazione a lungo termine, in particolare nelle città e nelle zone più esposte alla trasformazione in affitti brevi o turistici.

Il SUNIA chiede al Governo di non fermarsi a questo singolo provvedimento e di varare con urgenza un Piano Casa Nazionale per affitti sostenibili che includa il ripristino del fondo di sostegno all’affitto, investimenti nel settore pubblico e regolamentazioni, a partire dagli affitti brevi,  necessarie a garantire il diritto all’abitare per tutti, in una collaborazione con le istituzioni territoriali e nazionali al fine di produrre effetti positivi per i cittadini e per un mercato delle locazioni più equo e sostenibile».

Lo dichiara Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA


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