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Celebrati i funerali di Pino Pelosi

Sabato 22 luglio nella chiesa di Santa Francesca Cabrini, nel quartiere Nomentano, l'ultimo saluto all'uomo condannato per l'omicidio Pasolini

Si sono celebrati sabato 22 luglio i funerali di Pino Pelosi, l’unica persona condannata per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Le esequie si sono tenute nella chiesa di Santa Francesca Cabrini, nel quartiere Nomentano, dopo il rifiuto da parte della chiesa di Setteville, dove Pelosi era residente da circa trent’anni. Pino Pelosi è deceduto il 20 luglio scorso dopo una lunga malattia presso l’Ospedale Agostino Gemelli.

Al funerale erano presenti circa cinquanta persone, prevalentemente amici e familiari del defunto. La stampa era quasi del tutto assente. Tra i presenti anche la sorella Anna, l’avvocato Alessandro Olivieri e Nadia, la donna che Pino Pelosi ha sposato pochi giorni prima della morte. La celebrazione è proceduta senza complicazioni. Alcuni presenti hanno sottolineato come il parroco abbia preferito non dare spazio agli interventi di amici e parenti. Solo al termine della cerimonia è stato letto un brano di Sant’Agostino sul significato della morte.

Al termine della funzione un lungo applauso ha salutato la salma di Pino Pelosi, che sarà sepolto a Guidonia Montecelio al fianco dei suoi genitori. La sorella Anna ha sottolineato davanti alle telecamere il proprio disappunto per la scelta di Don Gino, parroco di Setteville, di non celebrare il funerale del defunto. “La scusa – ha detto la signora in lacrime – è che Pino apparteneva ad un’altra parrocchia. Ma lui lì ci viveva da trent’anni, anche se 20 li ha passati in galera. La verità è che ci sono figli e figliastri”.

Pino Pelosi è diventato celebre a 17 anni, quando la notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975 fu fermato dai Carabinieri sul lungomare di Ostia a bordo dell’automobile intestata a Pasolini. L’intellettuale era appena stato ucciso all’Idroscalo. Per il delitto Pasolini venne condannato solamente Pino Pelosi. La sentenza inizialmente lo vedeva coinvolto insieme ad ignoti. Il processo di appello confermò la sentenza iniziale, escludendo però che egli avesse agito insieme a terzi. Pelosi, che all’epoca dei fatti era minorenne, fu condannato a 9 anni, 7 mesi e 10 giorni di prigione, che scontò nel carcere di Civitavecchia.

Nonostante l’iter giudiziario si sia concluso, molti ritengono che non sia stata fatta luce sulla morte di Pasolini. Silvio Parrello, che ispirò il personaggio “Pecetto” in Ragazzi di vita, ritiene che la ricostruzione fatta in tribunale sia parziale, e che Pelosi abbia avuto un ruolo solo marginale nell’uccisione dell’intellettuale. “Probabilmente – dice Parrello – Pelosi si era venduto Pasolini solo per un po’ di botte, non lo sapeva che l’avrebbero ammazzato. Anche perché i due si conoscevano da tempo”.

Parrello ritiene dunque che ad uccidere Pasolini siano stati dei sicari inviati per una forma di complotto avente a che fare con le dichiarazioni che Pasolini aveva rilasciato pochi mesi prima di morire nell’articolo “Che cos’è questo golpe?”, apparso sul Corriere della Sera il 14 novembre 1974. Poco prima di morire Pelosi ha dichiarato di essere completamente a conoscenza dei fatti che quella notte portarono alla morte di Pier Paolo Pasolini, e che dei preziosi documenti siano nascosti in una cassetta di sicurezza.

Pelosi avrebbe avuto paura a divulgarli per l’incolumità sua e dei suoi familiari. Pino Pelosi in vita ha più volte ritratto e fornito versioni discordanti sui fatti avvenuti quella notte. Negli anni successivi alla scarcerazione Pino Pelosi fu condannato per una serie di rapine commesse tra il 1984 e il 2000.

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Un commento su “Celebrati i funerali di Pino Pelosi

  1. Pino Pelosi altro non era che un disadattato senz’arte ne parte,che viveva di espedienti e che ha pagato per tutti .I mandanti si sono serviti di lui ed altri delinquenti comuni per non sporcarsi le mani.

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