“Cento Pittori” da via Margutta a Conca D’Oro

Più di 3000 lavori per animare largo Valtournanche dal 14 al 16 dicembre 2007
di Claudia Tifi - 13 Dicembre 2007

“Cento Pittori”, la storica manifestazione prenatalizia che dal 1953 animava via Margutta e poi l’attigua piazza Mignanelli, ha scelto di privilegiare la periferia e trasferirsi nel IV Municipio, a largo Valtournanche, nel tratto di via Conca d’Oro in prossimità di via dei Prati Fiscali.
Dipinti a olio, acquerelli, grafica e sculture di oltre 70 pittori e scultori provenienti da ogni parte del mondo daranno vita a un immenso e colorato ambiente espositivo in cui accedere gratuitamente dalle 10.00 alle 21.00 fino a domenica 16 dicembre 2007.

“Cento Pittori in periferia” sarà inaugurata il 14 dicembre 2007 alle 17.00 alla presenza di Alessandro Cardente, presidente del IV Municipio, di Francesco Antonelli presidente dell’Associazione Culturale Asi Ciao (Coordinamento Imprese sociali Associazioni Organizzazioni no profit), e Francesco Filini, consigliere del IV Municipio.

“Anche i tanti cittadini che non abitano nel cuore di Roma – ha commentato Alberto Vespaziani, presidente dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta dal 1973 – potranno assaporare l’atmosfera che si respira in via Margutta e vivere la piacevole emozione di sentirsi circondati dai cavalletti degli artisti.
Proprio da questa prestigiosa periferia della capitale vogliamo dare l’avvio ad una nuova e non meno significativa stagione in cui le esposizioni dei “Cento Pittori” viaggeranno tra i municipi della Capitale.”

Patrocinata dal IV Municipio, questa rassegna, appuntamento fisso per gli appassionati e critici d’arte, è anche una valida occasione per analizzare e studiare i fermenti artistici che si sviluppano di continuo, per avvicinare alcuni tra i maggiori talenti del pennello attualmente presenti sul mercato e per raccogliere i diversi messaggi che ogni espositore intende regalare alla collettività.

Tra gli oltre 3000 lavori di artisti contraddistinti da un proprio linguaggio espressivo e da una propria tecnica artistica, ci saranno anche le opere di genere naturalistico di Vespaziani: “grazie alla tecnica usata per la miscelazione e l’apposizione dei colori, unita a una particolare cura per il disegno – afferma il critico d’arte Antonio Sorgente – Vespaziani crea un originalissimo gioco prospettico; il tutto appare inserito in un’atmosfera esteticamente idealizzata che consente allo spettatore di "entrare" nel quadro per fruire della natura nella sua interezza”.


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