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Centocelle, arresto cardiaco in strada: venti minuti di rianimazione salvano un pensionato

L'uomo si è accasciato dopo essere sceso dall'auto. Il paziente è fuori pericolo

Un pomeriggio come tanti nel cuore pulsante di Centocelle stava per trasformarsi in tragedia.

Solo una straordinaria mobilitazione collettiva, l’immediata prontezza del personale medico e la lungimiranza di un’infrastruttura urbana all’avanguardia hanno evitato il peggio.

Un uomo di 73 anni è stato letteralmente strappato a un destino fatale in piazza dei Gerani, dopo essere stato colto da un improvviso e violento arresto cardiaco.

A salvargli la vita, un mix perfetto di fattore umano e tecnologia: il tempestivo intervento dei medici di un ambulatorio di zona e l’utilizzo di uno dei defibrillatori pubblici installati recentemente nel quartiere.

Il malore improvviso e il panico in strada

Tutto si è consumato intorno alle ore 14:00. L’anziano si trovava alla guida della sua Nissan Qashqai quando, improvvisamente, ha avvertito il malore.

Con le ultime forze a disposizione, è riuscito ad accostare l’auto e a scendere dall’abitacolo, prima di perdere i sensi e stramazzare al suolo sul marciapiede.

Il passeggero che viaggiava al suo fianco, colto dal panico, ha iniziato a urlare disperatamente chiedendo aiuto ai passanti.

Le grida hanno immediatamente attirato l’attenzione del personale sanitario di uno studio medico associato situato a pochissimi metri di distanza, su via dei Castani, all’altezza dell’incrocio con via dei Faggi.

immagine di repertorio

Venti minuti di angoscia: il massaggio e la scarica

I camici bianchi non hanno esitato un solo istante: si sono precipitati in strada e hanno dato il via alle manovre d’emergenza della rianimazione cardio-polmonare. In quei venti minuti di puro terrore, la macchina dei soccorsi ha funzionato alla perfezione.

Fondamentale è stato anche il supporto della responsabile di un vicino laboratorio d’analisi, accorsa con il kit d’emergenza della struttura.

Ma la vera svolta è arrivata grazie alla presenza della colonnina salvavita posizionata lungo la via. Il defibrillatore automatico (Dad) è stato rapidamente prelevato dalla sua teca e applicato sul petto dell’uomo.

Il dispositivo ha analizzato i parametri vitali e ha erogato la scarica elettrica necessaria, integrandosi perfettamente con il massaggio cardiaco continuo effettuato dai medici.

A coordinare le delicate operazioni è stato uno dei dottori dell’équipe, forte di una lunga esperienza pregressa tra le fila del 118.

La tenacia dei soccorritori ha pagato: poco prima dell’arrivo dell’ambulanza e delle gazzelle dei Carabinieri, il cuore del 73enne ha ripreso a battere e l’uomo ha ricominciato a respirare in modo autonomo. L’anziano è stato poi trasportato d’urgenza in ospedale, fortunatamente cosciente.

Il “modello Centocelle”: la prima via cardioprotetta della Capitale

L’episodio di lunedì rappresenta la prova del nove di un progetto pionieristico che ha trasformato via dei Castani nella prima strada interamente cardioprotetta di Roma.

Nel febbraio dello scorso anno, infatti, lungo l’arteria del quartiere erano stati installati cinque defibrillatori di ultima generazione, una misura accompagnata da una capillare campagna di formazione sul primo soccorso che ha coinvolto attivamente residenti e negozianti della zona.

Un’iniziativa virtuosa nata dal basso, frutto della sinergia tra la Rete d’Impresa di via dei Castani – capace di fare sistema sul territorio – e la Regione Lazio, che ha stanziato i fondi per i dispositivi tramite un bando pubblico.

“I fatti hanno dimostrato la bontà della nostra scelta: i defibrillatori funzionano e salvano vite umane”, ha dichiarato con legittimo orgoglio Monica Paba, presidente di Rete Imprese Castani, celebrando sui social il lieto fine e ribadendo il valore inestimabile della prevenzione diffusa nei quartieri romani.

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