

Nonostante i diciotto anni appena compiuti, rimarrà a disposizione della magistratura minorile per i reati commessi quando era ancora sotto la tutela della comunità
La sua fuga era iniziata quasi un anno fa, il 27 giugno scorso, quando aveva deciso di tagliare i ponti con la comunità per minori che lo ospitava.
Una latitanza che si è conclusa bruscamente la scorsa notte nel quartiere Centocelle, proprio mentre il giovane festeggiava – a modo suo – il raggiungimento della maggiore età.
I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina hanno messo fine alla corsa di un romano che, da poche ore diciottenne, è passato dalla libertà vigilata alle sbarre di un carcere.
Il destino lo ha incrociato all’angolo tra viale Palmiro Togliatti e via dei Pioppi. Il giovane era alla guida di un’auto, nonostante non potesse ancora aver conseguito la patente.
Il suo eccessivo nervosismo durante il pattugliamento non è sfuggito ai militari dell’Arma, che hanno deciso di fermarlo per un controllo di routine.
Privo di documenti, il ragazzo ha tentato l’ultima carta: ha fornito false generalità, sperando di confondere le acque e passare per un semplice trasgressore del codice della strada.
Il trucco del nome falso è durato poco. Accompagnato in caserma per gli accertamenti fotosegnaletici, la Banca Dati ha restituito la sua vera identità e, soprattutto, il suo ingombrante passato.
Sul suo conto pendeva infatti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale per i Minorenni a seguito dell’aggravamento della misura dopo l’evasione dalla comunità avvenuta l’estate scorsa.
Ma i guai per il neomaggiorenne non finiscono qui. Durante la perquisizione della vettura, i Carabinieri hanno rinvenuto uno smartphone rubato, un dettaglio che ha fatto scattare anche una denuncia per ricettazione, che si aggiunge a quella per false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale e alla guida senza patente.
L’arrestato, dopo aver eluso per mesi le prescrizioni dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Casal del Marmo”.
Nonostante i diciotto anni appena compiuti, rimarrà a disposizione della magistratura minorile per i reati commessi quando era ancora sotto la tutela della comunità.
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