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Centro Carni: importanti indicazioni del Consiglio Comunale sul suo futuro

Con l’approvazione di due O.d.g. l’Assemblea Capitolina riconosce alcuni importanti obiettivi della lotta contro la speculazione edilizia e per lo sviluppo della struttura
Sergio Scalia - 26 Aprile 2021

Venerdì 23 aprile 2021 si è svolto una seduta del Consiglio Comunale sul Centro Carni richiesto dalle forze di opposizione. La necessità di una discussione in aula è scaturita dopo i risultati della Cabina di Regia comunicati in una precedente Commissione urbanistica dagli Assessori Lemmetti e Montuori e dopo che le banche hanno svalutato di oltre 100 milioni il valore dell’area, costringendo il Comune di Roma a coprire il conseguente buco nel bilancio dell’AMA.

Il valore di 140 milioni per quell’area era stato stimato nel 2010 dal sistema bancario per erogare un prestito ad AMA, ma si fondava sul progetto approvato dalla Giunta Alemanno con l’edificazione di 2000 appartamenti e spazi commerciali al posto dell’attuale Centro Carni. Contro questo progetto fin dal 2010 si sono mobilitati operatori e maestranze da un lato e cittadini, forze politiche e sociali del territorio che, col Coordinamento Popolare contro la Speculazione sul Centro Carni hanno presentato una Delibera di iniziativa popolare con oltre 8000 firme e organizzato numerose manifestazioni in Campidoglio e davanti agli assessorati competenti. Anche il Consiglio Municipale si è più volte espresso contro l’ipotesi di un nuovo quartiere residenziale e lo stesso Consiglio Comunale in precedenti Ordini del giorno si è dimostrato contrario a tale ipotesi.

Dopo 10 anni la lotta ha pagato e BNP Paribas, incaricata di valorizzare l’area con un progetto residenziale, ha dovuto prendere atto che non c’erano più le condizioni, visto che anche il sistema bancario ha svalutato a 23 milioni il valore dell’area.

Si apre ora una nuova fase per la difesa e lo sviluppo del Centro Carni che rappresenta un Bene Comune per la città e che ha garantito negli ultimi quarant’anni un prezzo calmierato delle carni, la sicurezza sanitaria rispetto ai macelli privati, il riconoscimento con il bollo CEE di rappresentare un modello per le altre strutture europee. Resta sempre presente il rischio di far morire per incuria ed abbandono questo stabilimento, non investendo sul suo sviluppo ed anzi frazionandone gli spazi con l’introduzione di altre attività commerciali, che pian piano si espandono fino a trasformare quest’area in un hub logistico a disposizione di gruppi come Amazon o della grande distribuzione.

Nella Cabina di Regia, oltre ai progetti delle banche era stato presentato il progetto dei lavoratori del Centro Carni, che prevede l’ingresso di nuovi operatori, da cui potrebbero entrare quasi 8 milioni di nuovi affitti al Comune grazie all’utilizzo di spazi che fino ad oggi sono rimasti abbandonati, creando un danno patrimoniale al bilancio di Roma Capitale. Il progetto prevede anche il trasferimento del Mercato dei Fiori negli spazi oggi occupati dall’AMA e l’utilizzo di energie rinnovabili con impianti fotovoltaici e un digestore anaerobico. Grazie ai contatti con alcune Università del Centro Italia si è proposto un coinvolgimento degli studenti di veterinaria nelle attività del Centro Carni e grazie all’impegno degli operatori si è proposta una scuola di mestieri legata al ciclo di lavorazione delle carni.

Purtroppo, la scelta della Cabina di Regia è andata per ora ad un progetto presentato dall’Università di Roma sulla mobilità intelligente, che prevede un hub logistico dove camion di grande capacità possono scaricare le merci, che sarebbero portate verso il centro storico con piccoli mezzi elettrici non inquinanti e su questo progetto la Giunta comunale ha chiesto un finanziamento di 300 milioni nell’ambito dei progetti legati al Recovery Plan. Gli operatori non sono contrari ad intervenire sulla riduzione dell’inquinamento, trasformando in mezzi elettrici gli oltre cento furgoni che distribuiscono la carne nei vari punti vendita della città, ma esprimono la preoccupazione che l’utilizzo di parte dell’area per altri scopi possa ostacolare lo sviluppo produttivo e occupazionale del Centro Carni ed aumentare l’inquinamento della zona con il traffico elevato di mezzi pesanti.

La discussione in Consiglio Comunale ha consentito gli interventi dei rappresentanti di operatori, maestranze e del Coordinamento Popolare. Il confronto è stato molto utile per far capire l’importanza dell’attuale struttura del Centro Carni e del macello comunale e per ribadire la necessità di non far morire, ma di sviluppare questa realtà produttiva, che rappresenta un importante punto di riferimento per i consumatori romani e per gli allevatori del Lazio.

Al termine della discussione, che ha visto intervenire i rappresentanti di tutte le forze politiche, sono stati posti in votazione alcuni Ordini del Giorno, molti dei quali recepivano le indicazioni per uno sviluppo del Centro Carni. Tra questi, due sono stati presentati da FDI, il primo recepiva alcune indicazioni sullo sviluppo del Centro Carni, ma non è stato approvato per l’astensione dei 14 consiglieri 5 Stelle, mentre il secondo che prevedeva, in contrasto con l’unitarietà della struttura, di destinare una parte dell’area ad attività artigianali, imprese varie e ad eventi culturali, è stato respinto.

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Sono stati invece approvati gli O.d.g. presentati dai gruppi PD e 5 Stelle, che chiedono entrambi di accelerare le procedure per far tornare l’intera area di proprietà comunale dopo il trasferimento ad AMA degli oneri per coprire la svalutazione patrimoniale. Seppure in diverse forme, entrambi gli O.d.g. chiedono di sottoporre all’esame dell’Assemblea Capitolina ed alla partecipazione popolare tutte le proposte sul futuro del Centro Carni (anche quella sulla mobilità intelligente), tenendo sempre conto del progetto di sviluppo presentato dagli operatori. Nell’O.d.g. proposto dal PD si propone di coinvolgere anche la Regione Lazio e la Camera di Commercio in un progetto di sviluppo produttivo che renda protagonisti sia le istituzioni (Comune e Regione), sia gli attori economici (operatori grossisti, maestranze, allevatori).

Gli O.d.g. sono importanti perché danno delle indicazioni alla Giunta Comunale sul percorso da seguire, ma per concretizzare queste scelte occorrono ora atti e deliberazioni che si muovano nel senso indicato dall’Assemblea Capitolina.


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