

Pronti 930mila euro per i fronti frana
Il rischio idrogeologico torna al centro dell’attenzione nel quadrante nord della Capitale. A Cesano, dopo i recenti distacchi di materiale dal costone tufaceo di via della Fontana Secca, il Municipio XV è passato alla fase operativa con interventi di messa in sicurezza e un piano di lavori più ampio che coinvolge diverse strade della zona.
Questa mattina le ditte incaricate dal Municipio Roma XV sono intervenute per il disgaggio delle parti pericolanti, rimuovendo i detriti instabili dal fronte roccioso.
I materiali staccatisi nei giorni scorsi sono stati trattenuti dalle reti metalliche installate nel 2022, che hanno impedito che la caduta dei massi raggiungesse la carreggiata, evitando possibili conseguenze per automobilisti e residenti.
Da domani un geologo affiancherà i tecnici per valutare la stabilità del costone e programmare l’estensione delle barriere protettive, oltre al ripristino dei tratti danneggiati dalle piogge delle ultime settimane.
L’intervento a via della Fontana Secca si inserisce in un programma più ampio di opere contro il dissesto idrogeologico. Il presidente del Municipio XV Daniele Torquati e l’assessora ai Lavori pubblici Gina Chirizzi hanno fatto il punto sui cantieri in programma nell’area di Cesano.
Via Solario e Ponte Storto: confermato uno stanziamento di 930 mila euro. La progettazione esecutiva è in fase di definizione da parte di Risorse per Roma e del Dipartimento Lavori pubblici, sulla base delle relazioni della Protezione Civile.
Via Cesanense: il progetto per la messa in sicurezza è ormai in fase avanzata.
Via della Fontana Secca: previsto il rafforzamento delle reti metalliche e il consolidamento del costone tufaceo dopo il sopralluogo geologico.
Gli uffici tecnici stanno lavorando per risolvere le criticità emerse dopo il forte maltempo che ha colpito il quadrante tra gennaio e febbraio.
«Ringraziamo l’Ufficio tecnico e le ditte che stanno lavorando da giorni per affrontare tutte le situazioni più critiche», hanno dichiarato Torquati e Chirizzi, sottolineando come le reti installate tre anni fa abbiano dimostrato la loro efficacia nel trattenere i detriti.
L’attenzione resta alta in una zona storicamente fragile dal punto di vista geologico.
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