Chiusa la ciclabile sul Tevere. Piovono dubbi e proteste

Sicurezza, decoro e funzionalità della ciclopedonale sul Tevere sono davvero considerate priorità?
di Claudia Tifi - 21 Aprile 2009

La pista ciclabile sul Tevere si può percorrere all’altezza del ponte di Ferro, lo segnala Francesco sul blog http://www.romapedala.splinder.com. Fino al 1 giugno 2009 da Ponte Milvio a Ponte Marconi l’accesso è interdetto a pedoni e ciclisti per motivi di sicurezza e per permettere agli addetti al lavoro di effettuare i lavori di ripulitura.

“Per procedere alla prima fase degli interventi di manutenzione straordinaria di pulizia dai rifiuti e dalla vegetazione infestante e per il ripristino della funzionalità idraulica sul tratto urbano del Tevere compreso tra Ponte Marconi e Ponte Milvio inclusa l’isola Tiberina – spiega l’Ufficio Biciclette e ciclabilità del Comune di Roma – il sindaco di Roma ha proceduto con propria ordinanza sindacale n. 58 del 31 marzo ad interdire tutti gli accessi alla banchina di magra e di piena vietando il transito pedonale e ciclabile nel suddetto tratto dal 31 marzo al 31 maggio 2009.”
Tuttavia lo stesso ufficio “ipotizza la riapertura della pista ciclabile nella banchina destra del Tevere a partire dal 1 giugno circa”, “nell’arco temporale sono comprese tutte le lavorazioni che riguardano anche i ripristini murari delle sponde che ritardavano la riapertura della pista ciclabile nel tratto lungotevere Pietra Papa-Ponte dell’Industria”.

"I lavori sono partiti il 29 marzo – ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno – e si concluderanno questa estate, in modo da permettere ai romani di godere del loro fiume per le passeggiate serali e di prendere parte agli intrattenimenti in programma per le manifestazioni dell’Estate romana. Roma gestirà fondi ed effettuerà interventi di ripulitura per 950.000 euro, in collaborazione con l’Ama e l’Ardis (Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo)".
Sorge però spontaneo il dubbio che la priorità di questo intervento non sia rendere la pista ciclabile agile il prima possibile, ma solo garantire gli eventi dell’Estate Romana.

“Sono stato più volte aggredito, finora solo verbalmente, e minacciato da chi si qualifica come capo cantiere (di un cantiere in realta’ illegale, viste le violazioni riportate) – racconta Francesco Calderini del Cycom, il Fao Staff Coop Cyclist Community – solo perché mi trovavo a transitare nel tratto interessato per recarmi al lavoro in bicicletta”.
Il Cycom ha infatti denunciato l’illegalità della situazione sulla banchina ciclo pedale del Tevere (http://www.romapedala.splinder.com/post/20291332/Ancora+sulla+Tevere+Centro).
Si ritiene che “l’apposizione casuale solo su alcuni dei punti di accesso alle banchine di alcuni cartelli praticamente illegibili della dimensione di circa 20x30cm che riportano l’ordinanza non sollevano il Comune di Roma dalle responsabilità civili e penali per eventuali incidenti dovuti alla situazione di degrado e di pericolosita’ delle banchine stesse che si protrae ormai da oltre 4 mesi.

Si sostiene che “i lavori in corso d’opera relativi al decreto di attuazione (http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/decreto_di_attuazione_5_marzo.pdf) dell’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.3734 (che prevede uno stanziamento straordinario di 6.680.000 euro) non rispondano affatto alla reale situazione di degrado, pericolosità ed abbandono dei tratti urbani delle banchine del Tevere, aree di particolare interesse sociale e pregio storico e turistico, e che il cantiere, oltre ad impedire l’utilizzo della dorsale ciclabile ormai da 7 mesi, è nella totale irregolarità, non esponendo chiaramente il tipo di lavori che si stanno realizzando e la tempistica reale.”

E’ richiesto “un pronunciamento formale del Comune e delle altre istituzioni per garantire un ripristino serio e durabile della sicurezza, del decoro e della funzionalità ciclopedonale delle banchine nel tratto urbano del Tevere”.


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