“Ci vediamo di sotto”: sul palco i giovani del Teatro Tor Bella Monaca

Lo spettacolo di fine anno del Laboratorio Teen Lab diretto da Maria Vittoria Pellecchia. Processo creativo, esperienza e crescita personale, in una storia in cui i ragazzi sono “autori di sé stessi”.
Camilla Dionisi - 12 Giugno 2022

Lunedì 20 giugno 2022, alle ore 20:30, presso il Teatro Tor Bella Monaca, a salire sul palco saranno i ragazzi del Teen Lab: un percorso che li ha coinvolti a tutto tondo, li ha formati e ha permesso loro di diventare veri e propri teatranti.

“Ci vediamo di sotto” è il nome dello spettacolo e i ragazzi sono stati diretti nella sua creazione da Maria Vittoria Pellecchia, che ci svela i dietro le quinte e l’esperienza acquisita durante l’anno.

Cosa ha questo laboratorio di diverso dagli altri?

Questo laboratorio non vuole insegnare a recitare, l’obiettivo non è il saggio finale. Il punto è conoscere il teatro, fare esperienza di vita, averlo come passaggio della propria formazione personale e intima. Fare teatro significa stare sul palco e recitare, ma anche essere autori di sé stessi.

Gestire un testo, imparare ad ascoltare gli altri e saper improvvisare: una delle cose che il teatro ti insegna a fare meglio, ma perché nell’improvvisazione non c’è niente di casuale, tutt’altro.

Che parte del mondo del teatro hanno esplorato quest’anno?

Hanno acquisito più competenze allo stesso tempo. Si sono trasformati in sceneggiatori, coreografi, registi, tecnici, costumisti. Sono stati introdotti al mondo del teatro non come attori, ma come teatranti.

I ragazzi non hanno un copione all’inizio del corso. Questo cosa dà e cosa toglie?

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Dipende dal punto di vista. Io do talmente tanto valore al momento creativo che la pagina scritta è l’atto finale di un percorso. Un atto finale che può sempre essere messo in discussione. Su una scena, su un personaggio, su un’informazione torniamo sempre.

Questo permette ai ragazzi una cosa: una volta che hanno tra le mani un copione, lo possiedono. Lo hanno creato loro. Io ho solo dato un ordine. Il copione è un prodotto di un percorso: è la crescita del ragazzo e la storia che lui ha deciso di raccontare.

Cosa è cambiato nel ragazzo a fine anno?

Impara ad essere in ascolto di qualcun altro. Questo nella vita ti cambia profondamente. Poi si acquisisce leggerezza nel non prendersi troppo sul serio. Chi è in scena è pronto a farsi criticare. Avere in platea gli altri che dicono ciò che ha funzionato e cosa no: non è giudizio ma solo occasione di crescita. È una grande conquista acquisire la leggerezza. Lo diceva lo stesso Calvino.

Cosa rappresentano i tuoi ragazzi per te?

Sono un gruppo di persone con cui ho immenso piacere a passare il mio tempo, posto che il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo. In più, sono persone con cui avviene uno scambio talmente grande da essere un valore insostituibile. Io per caso gestisco il laboratorio, e non me lo aspettavo.

Chi era muto, ha iniziato a parlare. Chi aveva paura, ha maturato uno spirito critico. Hanno grandissime qualità ma devono solo essere stimolati nel modo giusto. Sono tutti cresciuti.

Lo spettatore cosa troverà sul palco?

Non vedrà sicuramente nulla di già visto, né Goldoni né Shakespeare, ma un lavoro totalmente nuovo, fatto col cuore. Sulla scena ci sono i ragazzi, nella misura in cui è una cosa creata da loro. Tutto è sviluppato da loro. Quello di cui sono certa è che a questa esperienza penseranno sempre.

Per prenotare è possibile consultare il sito del Teatro, oppure contattare lo 06/2010579 (dalle 10:30 alle 19:30) o scrivere a promozione@teatrotorbellamonaca.it.


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