Ciampino, cemento o respiro verde? Scontro sul nuovo polo commerciale di Casal Morena

Il progetto prevede 14.000 metri cubi di nuove costruzioni, parcheggi e campi da padel. I cittadini però propongono un'alternativa

La delibera di giunta dello scorso 15 gennaio ha tracciato il futuro dell’area di via Ovidio Franchi, 23.800 metri quadrati nel cuore della città che stanno per cambiare volto.

Il Permesso di Costruire Convenzionato prevede una ripartizione netta: 93% di cubature commerciali con tre blocchi separati e uffici, più un 7% residenziale con 15 appartamenti.

Il progetto include la cessione al Comune di circa 9mila metri quadrati destinati a opere pubbliche: 142 parcheggi pubblici su via Franchi, un parco di 4mila metri quadrati e l’allargamento di via Ovidio Franchi con collegamento a via Spada.

Per prevenire allagamenti sono previste anche due vasche di laminazione sotterranee per garantire l’invarianza idraulica.

“TRECENTOQUINDICI POSTI AUTO DOVE CRESCE L’UVA”

I residenti del Comitato “No Cemento” contestano però radicalmente la visione del progetto, definendola troppo sbilanciata verso l’impermeabilizzazione del suolo. Parte delle aree cedute al pubblico, denunciano, non sarà vero verde ma ospiterà quattro campi da padel privati.

Il progetto prevede infatti solo il 17% di terreno permeabile in un quadrante dove oggi cresce ancora l’uva, con 315 posti auto complessivi.

“L’area lambisce viale Kennedy, protetto come bene lineare di testimonianza storica”, spiegano i cittadini, che temono per l’integrità archeologica del sito.

Anche sul fronte del rischio idraulico ci sono perplessità: le vasche sotterranee sono ritenute insufficienti in una zona già soggetta a criticità durante i nubifragi sempre più frequenti.

LA CONTROPROPOSTA: DAL PADEL AL BOSCO URBANO

A differenza di altre proteste che si limitano al “no”, il comitato ha presentato soluzioni tecniche alternative dettagliate.

La prima richiesta è portare il terreno permeabile dal 17% al 40-50%, sostituendo i campi da padel con orti cittadini in omaggio al grappolo d’uva dello stemma di Ciampino e creando quinte boscate per abbattere l’isola di calore.

La proposta più innovativa riguarda i cosiddetti “rain garden”, giardini della pioggia: invece delle vasche di laminazione sotterranee, si potrebbero realizzare giardini superficiali con piante autoctone che filtrano l’acqua piovana e rinfrescano l’aria naturalmente.

I residenti chiedono inoltre di rinunciare a un intero blocco commerciale per allontanarsi dalla fascia protetta di viale Kennedy e tutelare il patrimonio archeologico.

PARTITA ANCORA APERTA

Il tempo stringe ma la partita è ancora tecnicamente aperta. Poiché la convenzione non è stata ancora firmata davanti a un notaio, l’amministrazione comunale guidata da Emanuela Colella ha la possibilità di riaprire il fascicolo. Il comitato chiede ora un tavolo di confronto urgente prima che il progetto diventi definitivo e irreversibile.


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