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Ciao Valerio

Il quartiere partecipa al lutto della famiglia Redi calpita dalla prematura scomparsa del figlio ventunenne

Valerio, un bravo, assennato ragazzo, impegnato nell’attività artigianale dei suoi, dopo aver cenato con la famiglia, è andato a letto presto il 7 dicembre 2009, per essere puntuale ad un appuntamento la mattina dopo: avrebbe dovuto fare l’apripista alla guida di una moto, alla Corri per il Parco, una gara di 10 km, alla quale lo scorso anno aveva preso parte come podista. Valerio era uno sportivo ed un appassionato, valido motociclista.

Invano come organizzatore della corsa ho provato a chiamarlo al telefonino quella mattina dell’8 dicembre, invano sua madre ha provato a risvegliarlo quella mattina. Il suo cuore si era arrestato, per sempre, nel sonno, nel letto di casa, in via delle Nespole. A solo 21 anni.

A nulla è valso il soccorso del 118. E per la famiglia è rimasta solo l’ulteriore pena degli esami autoptici disposti dal magistrato, su richiesta degli stessi genitori, che giustamente volevano sapere la causa di una morte assurda e incomprensibile di un ragazzo sano, che praticava lo sport in palestra e sulla prediletta moto (era un piccolo campione). Si sono rivelate del tutto infondate le supposizioni legate a sostanze integrative (giudicate innocue dagli esami) che sono state trovate nella sua borsa di sportivo. La causa della morte è stata l’arresto cardiaco di un giovanissimo cuore. (E’ bene ribadirlo, di fronte a false notizie propalate da un giornale).

Valerio ci lascia in preda al nostro sbigottimento di fronte ad un evento di cui non riusciamo né riusciremo a darci una ragione. E allora è bene che stringiamo in un forte abbraccio i suoi affranti genitori e parenti, che si interrogano angosciati sul perché di questa morte prematura ed improvvisa e sul che cosa avrebbero potuto fare per scongiurare questo straziante epilogo. (Nulla di più, se ne convincano, di quanto hanno fatto!).

Era un giovane che mostrava nei suoi ragionamenti più assennatezza di quello che ci si attende alla sua età, era meticoloso sia nel lavoro che nell’attività sportiva, un ragazzo che si faceva rispettare ed amare.

Non dimenticherò mai più l’ultima telefonata con Valerio, il 7 di dicembre, in cui mi rassicurava sul suo impegno e sulla puntualità e con gioia mi informava di aver trovato, grazie ad un amico la moto giusta per condurre la Corri per il Parco, quel tragico 8 di dicembre 2009.

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