Colle Oppio, maxi operazione della Polizia: controlli, bonifiche e due arresti

50 persone identificate, sette i cittadini stranieri accompagnati all’Ufficio Immigrazione. Tra loro, un cittadino filippino sul quale pendeva un provvedimento di espulsione

All’alba, di oggi giovedì 20 novembre, i primi a rompere il silenzio tra gli alberi di Colle Oppio sono stati i cavalli della Polizia.

Gli agenti del Reparto a Cavallo hanno aperto il servizio straordinario di controllo, presto affiancati dalle pattuglie del Commissariato Esquilino, coordinate da un funzionario della Questura.

Un dispiegamento imponente, mirato a restituire sicurezza a uno dei parchi più frequentati – e più complessi – della Capitale.

La scena che si è presentata ai poliziotti è quella che da tempo preoccupa residenti e istituzioni: giacigli improvvisati, aree verdi occupate, presenze irregolari e degrado diffuso.

Da qui sono partite le identificazioni a tappeto degli avventori e delle persone che di fatto vivono all’interno del parco, spesso in condizioni di grave marginalità.

Parallelamente, le squadre hanno passato al setaccio le zone più appartate, alla ricerca di sostanze stupefacenti e materiali illeciti.

Accanto agli agenti, anche gli operatori Ama hanno affiancato il servizio con interventi mirati di pulizia e rimozione dei rifiuti, parte integrante dell’attività antidegrado coordinata dalla Questura.

Il bilancio della mattinata parla chiaro: 50 persone identificate, sette cittadini stranieri accompagnati all’Ufficio Immigrazione per accertamenti.

Tra loro, un cittadino filippino sul quale pendeva un provvedimento di espulsione: è stato trasferito al CPR di Ponte Galeria.

Due invece le persone finite in manette. Un 34enne nigeriano è risultato destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere per un furto commesso in passato: per lui si sono aperte le porte della detenzione.

L’altro arresto ha riguardato un 33enne maliano che, durante i controlli, ha reagito con violenza contro gli agenti: è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

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