

Inaugurata l’area riqualificata nel Municipio XIII: tre ettari restituiti ai cittadini tra inclusione, sport e natura
La Collinetta Boccea torna a vivere. Dopo anni di abbandono e degrado, l’area verde del Municipio XIII è stata ufficialmente restituita alla città come parco pubblico, completamente riqualificata e resa finalmente accessibile, sicura e inclusiva.
All’inaugurazione, svoltasi pochi giorni fa, erano presenti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, il consigliere capitolino Antonio Stampete e la presidente del Municipio XIII Sabrina Giuseppetti.
Il progetto, portato avanti in collaborazione tra il Municipio e il Dipartimento Tutela Ambientale, nasce da un lungo dialogo con i comitati di quartiere, protagonisti nel promuovere la rinascita di questo spazio verde.
Da oggi la Collinetta Boccea si presenta ai cittadini con nuovi percorsi accessibili alle persone con disabilità, un’area relax chiamata “La Radura del Silenzio”, un campo da basket rinnovato e uno spazio dedicato ai cani.
Non solo arredi urbani e sport: il lavoro di riqualificazione ha interessato anche la componente vegetazionale, con la piantumazione di 20 nuovi alberi e l’installazione di 15 punti luce a tecnologia LED, per rendere il parco fruibile e sicuro anche nelle ore serali.
«Da oggi questo quartiere dispone di una nuova bellissima area verde strappata al degrado – ha dichiarato il sindaco Gualtieri –. Ogni cittadino romano deve poter contare su spazi pubblici curati e accessibili. Parchi come questo sono un diritto civico e una ricchezza per tutta la città».
Soddisfatta anche l’assessora Alfonsi, che ha sottolineato il valore partecipativo dell’intervento:
«Quando nasce un nuovo parco è sempre una buona notizia. Questa riqualificazione è il frutto del confronto con i residenti: è così che si costruisce il benessere collettivo e si restituisce vita ai quartieri».
A chiudere la giornata, la presidente del Municipio XIII Sabrina Giuseppetti, che ha parlato di “un risultato di squadra”:
«Questa mattina abbiamo visto tantissime famiglie e bambini vivere il parco, insieme ai volontari e agli scout. È il segno concreto di una collaborazione che funziona, capace di trasformare uno spazio dimenticato in un luogo di comunità».
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