Completamente asciutto il laghetto del Parco delle Sabine a Porta di Roma

Appello a tutte le cariche istituzionali, dalla Sindaca all'assessore all'ambiente del III municipio, perché non vada tutto in malora
Enzo Luciani - 23 Marzo 2017

Il laghetto all’interno del Parco delle Sabine è ora completamente all’asciutto. Abbiamo contattato l’Associazione Tutela Parco delle Sabine che il 22 marzo ci ha inviato la sconfortante foto che mostra la morte del piccolo lago.

Chi aveva realizzato il laghetto e con quali soldi?

Il laghetto era stato realizzato con gli oneri di urbanizzazione della centralità urbana Bufalotta, quindi con soldi pubblici. Materialmente è stato realizzato dalla Soc. Porta di Roma che, dovendo versare gli oneri di urbanizzazione, l’ha fatto mediante la realizzazione di opere a scomputo, tra cui, appunto, il laghetto.

Cosa si può fare?

Il parco all’interno del quale “ci sarebbe” il laghetto non è ancora stato consegnato al Comune e neanche collaudato. Prima della consegna, tutte le attrezzature, compreso il laghetto, dovranno essere ripristinate dalla società costruttrice Porta di Roma. Noi lavoriamo in questa direzione.

Quanto tempo ci vorrà?

La battaglia è lunga e incerta. Ma va combattuta. Fondamentale sarà il sostegno delle persone, residenti e non.

Un vero peccato vedere il laghetto ridotto così…

Il laghetto, anche se ridotto ad una pozzanghera sporca, era importante per la fauna, figuriamoci se fosse ben tenuto! In un video di inizio febbraio 2017 si vedono bellissimi aironi che cercano acqua e sostano nel bacino.
Bisogna ripristinare l’alimentazione del laghetto e renderlo decoroso e fruibile. Inammissibile lasciarlo andare alla malora dopo tutti i soldi spesi per farlo.

Un’ultima considerazione?

Ci chiediamo come si possa tollerare lo stato attuale del Parco delle Sabine che sarebbe dovuto essere un grande polmone verde per tutto il Terzo municipio e, invece, è largamente irrealizzato e versa in stato di abbandono (come testimonia la vicenda del laghetto) perché la soc. Porta di Roma non effettua la manutenzione.
E’ in atto un contenzioso tra il Comune di Roma e la Società ma la situazione attuale non è più tollerabile.
Nonostante tutto animali selvatici e uccelli migratori traevano beneficio da questo piccolo specchio d’acqua.
Noi dell’Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine abbiamo preso a cuore tutta la vicenda e stiamo cercando di far conoscere a tutti, le gravi mancanze.

Lanciamo un appello a Virginia Raggi, Luca Bergamo, Daniele Frongia, Pinuccia Montanari, Luca Montuori, Roberta Capoccioni (Presidente Municipio III), Annalisa Contini e Mimmo D’Orazio (assessore Ambiente Municipio III): gli aironi attendono un vostro gesto concreto!

Al centro dell’immagine presa dal satellite il laghetto del Parco di Largo Labia (Fidene), tra via Gianna Pederzini ed il viadotto Giuseppe Saragat altezza distributore Eni.

A proposito di “far conoscere a tutti, le gravi mancanze” noi di Abitare a Roma ospiteremo gli sviluppi, speriamo positivi, e iniziamo subito a fare da cassa di risonanza inoltrando questi contenuti alle amministrazioni competenti e al WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino (su Facebook e sul Blog) che seppur fuori zona già si è dimostrato molto sensibile e prezioso in situazioni simili.

Di seguito il link al nostro primo articolo sui problemi del Parco delle Sabine, datato 2006.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti