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Comunità energetica, Tivoli fa da apripista: nasce “Tivoli CER” per energia pulita e sostegno sociale

5 Megawatt in cinque anni grazie a pannelli su scuole, parcheggi e cimitero. Stimati ricavi per 20 milioni di euro in vent'anni da reinvestire nel sociale

Mentre nelle grandi città i primi progetti di comunità energetiche rinnovabili procedono a rilento, Tivoli accelera sulla transizione ecologica e si candida a diventare un modello a livello nazionale.

È ufficialmente operativo il progetto “Tivoli CER”, frutto di oltre due anni di studi tecnici e giuridici, pensato per coniugare produzione di energia pulita, risparmio economico e contrasto alla povertà energetica.

La struttura: una Fondazione aperta al territorio

Alla base del progetto c’è una Fondazione di partecipazione, scelta per garantire trasparenza e reinvestimento degli utili sul territorio. I soci fondatori sono il Comune di Tivoli e ASA, l’azienda speciale per l’ambiente.

Il modello resterà aperto per 18 mesi all’ingresso di altri enti pubblici, con una governance che esclude finalità speculative e punta esclusivamente a benefici collettivi.

Gli impianti: pannelli su scuole, parcheggi e strutture pubbliche

L’amministrazione ha già individuato otto siti strategici dove installare gli impianti fotovoltaici, privilegiando superfici già urbanizzate per evitare nuovo consumo di suolo.

Nel dettaglio:

  • Edifici scolastici:
    Istituto comprensivo Iginio Giordani, plessi Rosmini, Tommaso Neri, Orazio e la scuola Gianni Rodari (già in fase progettuale).

  • Parcheggi e impianti sportivi:
    Parcheggio di via Massimi, parcheggio Yokohama e la Città dello Sport.

  • Area cimiteriale:
    Anche il cimitero comunale sarà coinvolto nella produzione di energia rinnovabile.

Numeri e obiettivi: 5 Megawatt entro il 2031

Il piano industriale della comunità energetica tiburtina prevede traguardi di medio-lungo periodo:

  • Potenza installata: fino a 5 Megawatt entro il 2031.

  • Valore economico stimato: circa 20 milioni di euro in 20 anni, tra incentivi del GSE e risparmi sulle bollette delle strutture comunali.

  • Ricaduta sociale: i proventi saranno destinati a bandi e interventi contro la povertà energetica, a sostegno delle famiglie più fragili.

Un possibile modello nazionale

La scelta della Fondazione di partecipazione viene indicata dall’amministrazione come una soluzione equilibrata e replicabile, capace di trasformare l’energia rinnovabile in uno strumento di welfare locale.

Con “Tivoli CER”, la città punta a diventare un caso studio nazionale per la gestione pubblica e solidale delle comunità energetiche, dimostrando come la transizione ecologica possa tradursi in benefici concreti per i cittadini.

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