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Con un Totti super la Roma torna a vincere

Roma-Sampdoria 2-0. La doppietta del capitano stende una Samp troppo sciupona sotto porta nel finale
di Gianluigi Polcaro - 22 Dicembre 2007
ROMA-SAMPDORIA 2-0   ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci, Ferrari, Juan, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Cassetti, Perrotta (Brighi dal 36’ s.t.), Vucinic (Mancini dal 17’ s.t.); Totti. (Curci, Cicinho, Antunes, Esposito, Barusso). All.: Spalletti. SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi; Campagnaro, Gastaldello (Accardi dal 22’ s.t.), Lucchini; Maggio, Volpi, Palombo, Franceschini (Sammarco dal 17’ s.t.), Pieri; Bonazzoli (Caracciolo dal 32’ s.t.), Bellucci. (Mirante, Ziegler, Poli, Zenoni). All.: Mazzarri.  ARBITRO: Gervasoni di Mantova. MARCATORI: Totti su rigore al 18’ p.t. e al 45’ s.t.  NOTE – Spettatori 40.000. Ammoniti Cassetti e De Rossi per proteste; Pizarro Lucchini, Volpi, Gastaldello per gioco scorretto. Al 12′ s.t. espulso Volpi per doppia ammonizione. Angoli: 4-4. Recuperi: 1’ p.t., 2’ s.t.   ROMA – La Roma ritorna alla vittoria dopo tre turni di digiuno, anche se il risultato finale è impietoso per gli ospiti, puniti nel forcing finale da un contropiede romanista che chiude un match che gli uomini di Spalletti stavano complicandosi da soli. La Sampdoria di Mazzarri è costretta a rinunciare a Cassano, oltre che all’altro ex Montella. Ma la formazione è quella classica di inizio campionato. Tra i capitolini ritorna Totti dal primo minuto, ma sono costretti a rinunciare a Taddei e Mexes. Al loro posto Cassetti e Ferrari. Spalletti preferisce Vucinic a Mancini sulla fascia sinistra. Si rivedono finalmente insieme Totti e Perrotta, che tanto bene hanno fatto lo scorso anno.
_____ Pronti via, la Samp cerca subito di alzare il ritmo mentre la Roma sembra essere più lenta e confusa. Passati i primi dieci minuti, però, i padroni di casa si fanno vedere con Totti a creare scompiglio in area doriana. Al 14’ Cassetti spara sul portiere sprecando la prima vera occasione del match. La Roma cresce con il passare dei minuti, grazie anche alle giocate illuminanti di Totti. Già al 16’, infatti, Gervasoni fischia il rigore ai giallorossi: De Rossi su punizione pesca in area Ferrari che viene steso. Dal dischetto Totti trasforma il penalty sfoderando per l’occasione un cucchiaio perfetto. 1 a 0 per la Roma. I capitolini non demordono e avanzano il baricentro, mentre la Samp pare frastornata e non riesce a ricompattarsi. Totti lancia i compagni con tocchi pregevoli, ma al 29’ è Maggio che sfrutta l’errore di Tonetto, involandosi in area, dove trova Doni che con un miracolo gli nega il gol. Poco dopo è Lucchini a graziare il portiere brasiliano, mandando fuori da distanza ravvicinata. Per il resto del primo tempo è solo la Roma a dettare il gioco con Totti direttore d’orchestra. Nella ripresa i padroni di casa entrano subito vogliosi di chiudere il match. Al 52’ tiro cross di Pizarro di poco alto. Al 53’ Totti libera Perrotta con un tocco delizioso, per un tiro al volo del calabrese che Castellazzi riesce a deviare in angolo. Al 56’ la Samp resta in dieci con l’espulsione di Volpi. L’innesto di Mancini per un spento Vucinic, crea maggiori spazi sulla sinistra, anche se la troppa imprecisione del brasiliano penalizza la ripartenza romanista. La Samp non punge, e la Roma gigioneggia troppo sulla trequarti, mentre i minuti passano. Al 71’ Mancini, uno contro uno sulla sinistra, entra in area con il suo solito gioco di gambe e spara la palla di poco a lato. Grande occasione per i giallorossi. Il rilassamento collettivo, oltre che la stanchezza di alcuni, riportano in auge la Samp e Caracciolo, subentrato a Bonazzoli, tira a colpo sicuro ma Doni devia miracolosamente in angolo. Nell’azione successiva è Maggio a sparare alto da posizione favorevolissima. Roma graziata; nel finale viene applicata la vecchia regola del “gol mangiato – gol subito”: da un rilancio di Doni, Panucci lancia di testa sulla fascia Cassetti, che si fa 40 metri fino ad entrare in area, e scarica al centro dove Totti può appoggiare comodamente in rete per il raddoppio e per la doppietta personale. Il match si conclude con la punizione del numero dieci romanista che si infrange sulla barriera.

LE PAGELLE

ROMA

Doni 7,5: Le sue parate valgono quanto i gol di Totti. Due miracoli per tempo e sempre reattivo per tutta la partita. Una sicurezza.
Panucci 7: Un’altra prestazione straordinaria. Sbaglia una sola palla, per il resto sono giocate da campione, come il tacco a lanciare Mancini sull’out destro e la testa fortunata che manda Cassetti in avanti per il secondo gol giallorosso.
Ferrari 6,5: Buona gara per il centrale difensivo. Qualche intervento non proprio raffinatissimo ma la sostanza stavolta c’è.
Juan 6,5: Eccellente negli anticipi e non disdegna qualche sganciamento in avanti.
Tonetto 6:Partita dai due volti. Nella prima parte soffre molto sulla fascia e si fa sfuggire Maggio più d’una volta. Nella ripresa è più attento e, quando la Samp è in inferiorità numerica, trova maggiori spazi.
De Rossi 7: L’uomo ovunque a centrocampo. Il carattere del campione del mondo si fa sentire. Grande nelle chiusure e nelle ripartenze. Stavolta offre un maggior supporto anche nella fase offensiva.
Pizarro 6,5: Il primo tempo è sontuoso. È l’autentico faro del centrocampo; Soffre di più nella seconda parte, ma nel finale da il suo consueto contributo.
Cassetti 7: E’ l’asso nella manica di Spalletti; ovunque venga posizionato offre prestazioni straordinarie. Chiude la partita quando decide di farsi tutta la fascia destra e servire a Totti un gol facile facile.
Perrotta 6: Sta cercando di recuperare la forma migliore dopo i tanti infortuni. Buona prestazione, fatta di grinta, corsa e movimenti a smarcare i compagni. Prova anche il gol con un tiro a palombella insidioso, ma si vede che non è ancora il brillante giocatore che ha conquistato i mondiali e nel finale crolla.
Vucinic 5,5: Prova opaca per il montenegrino. È parso poco incisivo e troppo arrendevole.
Totti 8: Se la Roma ha vinto, lo ha fatto grazie a lui. Nell’occasione del rigore ha sfoderato il famoso cucchiaio di cui possiede il copyright. Il raddoppio è una facile palla da appoggiare a porta vuota, ma tra i due sigilli personali c’è stata una prestazione superba, fatti di passaggi illuminanti ai limiti delle regole della fisica e giocate da fuoriclasse. Con lui in campo tutti i compagni ne beneficiano.
Mancini 6: E’ molto più pericoloso di Vucinic, ma sbaglia quasi sempre i passaggi per Totti e compagni. Bravo e sfortunato nell’azione personale che l’ha portato a concludere da posizione favorevole.
Brighi s.v.

SAMPDORIA

Castellazzi 6,5: Nulla può sui due gol di Totti, ma si difende bene di fronte alle scorribande dei padroni di casa. Bella la parata di reni sul tiro a palombella di Perrotta.
Campagnaro 5,5: Nel primo tempo si barcamena come può di fronte alle rapide giocate romaniste, nella ripresa fatica non poco senza la mancanza di Volpi come filtro.
Gastaldello 5,5: Anche lui è costretto ad arrangiarsi come può e a volte lo fa non sempre in modo ortodosso.
Lucchini 6: Il migliore della sua difesa. Molto intelligente anche in fase offensiva ma sbaglia un facile gol che avrebbe potuto cambiare le sorti della partita.
Maggio 6,5: Nel primo tempo “scappa” spesso al controllo di Tonetto ed è il più pericoloso dei suoi. Doni gli nega la gioia del gol.
Volpi 6: ll faro della squadra. Fa girare bene la palla e smarca ottimamente i compagni. Viene espulso giustamente quando cerca di frenare il pericoloso contropiede romanista.
Palombo 6,5: Bravo nelle chiusure e con la sua protezione permette a Volpi di ragionare ed impostare per la squadra.
Franceschini 5,5: E’ meno brillante dei suoi compagni e si affida a qualche irregolarità di troppo per fermare Totti.
Sammarco 6: offre maggior freschezza alla squadra.
Pieri 6: La sua grinta e velocità permettono alla Samp di avere maggiori spazi sulla fascia, creando a tratti una superiorità numerica centrocampo.
Bonazzoli 5: Da lui ci si aspetta sempre qualcosa di più. È troppo statico e non è mai pericoloso, diventando facile preda di Juan e compagni.
Bellucci 5: Troppo fuori dalla manovra. È parso troppo fermo e le poche palle che ha giocato non hanno mai impensierito gli avversari.
Caracciolo 6: L’airone alla ricerca del gol perduto. Quando prova un bel tiro ma ha trovato un Doni insuperabile.
Accardi: s.v.


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