

Al termine del blitz, il bilancio parla chiaro: 128 persone identificate, 56 veicoli controllati. L’operazione ha coinvolto decine di militari
Tra le strade affollate e i vicoli in ombra dell’Esquilino, è scattata una nuova operazione ad alta intensità per riprendere il controllo del territorio e spezzare la catena di illegalità che da troppo tempo grava sul quartiere.
Nel mirino, le cosiddette “zone a tutela rafforzata”, istituite per riportare sicurezza tra Termini, piazza Vittorio, via Manin e le arterie limitrofe. Il risultato? Sei arresti, due denunce e diciannove ordini di allontanamento.
Un colpo secco, assestato nel cuore pulsante della Capitale, su mandato del Prefetto Lamberto Giannini e con l’imprimatur del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

I Carabinieri del Nucleo Roma Scalo Termini hanno agito con decisione: in tre distinte operazioni, hanno fermato tre persone – tra cui due cittadini peruviani e un romano senza fissa dimora – colte in flagranza mentre trafugavano merce per oltre 630 euro tra la stazione Termini e via Gioberti. La tecnica era sempre la stessa: rimozione dei dispositivi antitaccheggio e fuga. Ma questa volta non è andata come previsto.
In via Principe Amedeo, una 61enne peruviana ha tentato di rubare la borsa a una fedele della Chiesa Evangelica Cinese. Un gesto rapido, in apparenza invisibile. Ma i Carabinieri c’erano anche lì.
Nel cuore dell’Esquilino, un 30enne del Gambia è stato sorpreso a spacciare crack. A pochi passi, un 46enne cinese, agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio e stupefacenti, è stato beccato fuori casa. Si era spinto solo nell’androne condominiale, ma tanto è bastato per far scattare le manette.
Non finisce qui. Sono scattate denunce anche per un 23enne boliviano, intento a rubare abiti da un negozio in via Gioberti, e per un 23enne egiziano, recidivo nell’ignorare un precedente ordine di allontanamento. Il giovane era tornato a stazionare in via Manin, disturbando i passanti e importunando i turisti.
Ma il messaggio è chiaro: chi non rispetta le regole, non è più invisibile. A dirlo sono i 19 ordini di allontanamento emessi nella sola giornata di controlli: una mossa decisa per liberare marciapiedi e spazi pubblici da chi ostacola la libera circolazione con atteggiamenti molesti o pericolosi.
L’operazione ha coinvolto decine di militari, impegnati in un monitoraggio serrato del quadrante. Al termine del blitz, il bilancio parla chiaro: 128 persone identificate, 56 veicoli controllati. Un controllo di massa, capillare, silenzioso ma determinato.
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