Convegno al Di Vittorio in ricordo di Rosario Bentivegna

Martedì 6 giugno alle ore 16,00,sarà ricordata la sua figura all'Istituto in via Aquilonia a Villa Gordiani

In ricordo del partigiano Rosario Bentivegna, scomparso nel 2012 all’età di 90 anni, si svolgerà, martedì 6 giugno alle ore 16,00, un Convegno per ricordarne la figura all’Istituto Giuseppe Di Vittorio, in via Aquilonia.

Interverranno il Dirigente Scolastico del Di Vittorio prof. Claudio Dore, l’Assessora alla Cultura del Municipio V Maria Teresa Brunetti, la compagna dello scomparso Patrizia Toraldo Di Francia, l’on. Roberto Morassut, Renato Vittorio Cirodano e il Delegato alla Memoria storica del V Municipio, prof. Francesco Sirleto.

Sarà presente anche il partigiano Clemente Scifoni, ultimo sopravvissuto dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) dell’VIII Zona di Roma (Torpignattara, Quadraro, Centocelle, Quarticciolo, Borgata Gordiani).

Nato a Roma il 22 giugno 1922, medico, morto a Roma il 2 aprile 2012 Rosario Bentivegna è stato insignito della Medaglia d’argento al valor militare.Già negli anni del liceo fu un attivo antifascista. Con Leonardo Jannaccone, Corrado Nourian e Nino Baldini costituì, infatti, nel 1939, un gruppo detto di “unificazione marxista”, che attirò presto l’attenzione della polizia fascista. Arrestato nel 1941, dopo la scarcerazione Bentivegna aderì nel 1943 al Partito comunista. Con l’armistizio e la formazione dei Gruppi di azione patriottica, fu tra i più valorosi protagonisti della Resistenza, sia a Roma (assalto a militari tedeschi in piazza Barberini, attacco ad un corteo fascista in via Tomacelli) che nella zona della Casilina, dove comandò formazioni partigiane.
Il 23 marzo del 1944 con Carla Capponi (che sarebbe poi stata sua moglie), fu tra gli autori dell’azione di via Rasella, che mise fuori combattimento 33 soldati delle SS e che fu il pretesto per la strage delle Fosse Ardeatine. Pochi mesi dopo la liberazione della Capitale, Bentivegna decise di continuare la sua lotta contro i nazifascisti in Jugoslavia e in Montenegro.
Rientrato in Italia dopo la conclusione del conflitto, Bentivegna (che per un paio d’anni fu anche redattore del giornale l’Unità, prima di riprendere gli studi e di dedicarsi alla professione di medico), è stato sottoposto per le sue imprese di partigiano a numerosi processi, dai quali è uscito sempre assolto per la legittimità delle sue azioni.

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