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Coronavirus. Diario dalle periferie – 3

Dal mio balcone di via dei Platani a Centocelle

via dei Platani
Via dei Platani 15 aprile 2020

Sono Rossana Meteori, scrivo le mie impressioni sul mio quartiere Centocelle dalla storia millenaria, da sempre pieno di vita.
Adesso governato dal Coronavirus, e con noi prigionieri forzati nelle nostre case, la vita nel quartiere è veramente alienante.

Il mio balcone si affaccia su via dei Platani, una strada da sempre molto trafficata ma, purtroppo, oggigiorno, vedo solo  bus di linea vuoti e ambulanze che passano a sirene spiegate.

Via delle Sequoie 15 aprile 2020

Vedo persone, coperte di mascherina e guanti, che per esigenze alimentari o sanitarie, fanno la fila per accedere ai negozi interessati. Quasi sempre farmacia e alimentari.

Si nota, con rabbia e rammarico, qualche cretinotto, irrispettoso  delle regole vigenti, che fa capannello con altri suoi simili.

In vari momenti della giornata mi sono dilettata a fotografare via dei Platani, da p.za dei Mirti a viale Palmiro Togliatti e via delle Sequoie.
A volte ho fotografato la via, all’imbrunire con un  cielo plumbeo coperto dalle nuvole. Non si sentiva alcun un rumore; le finestre chiuse, cominciavano a illuminarsi.

Il mio pensiero è tornato al 1961: eclissi totale di sole

Il silenzio era totale e ciò ha riportato il mio pensiero al 15 febbraio del 1961 quando ci fu l’eclissi totale di sole.
Tutto intorno era silenzio, la zona aveva un aspetto spettrale. La terra illuminata da una luce metallica.
Non si sentiva nessun rumore, solo latrati di cani e versi di altri animali che poco prima animavano la vita.
Allora di fronte alla mia casa c’erano solo prati; via delle Sequoie non esisteva.  Potemmo  vedere l’eclissi con vetri affumicati. Fummo talmente abbagliati da quel meraviglioso evento che ci estraniammo da tutto ciò che ci circondava.
Solo quando risentimmo i rumori e  l’abbaiare dei cani e i versi degli altri animali, come intorpiditi, ritornammo  alla normalità.

E così oggi, quando finirà questo burrascoso periodo, mi auguro che possiamo tornare più saggi, più comprensivi, più umani. E mi auguro anche che sapremo apprezzare quello che per il momento abbiamo perso.

Abbasso il Coronavirus, W l’ITALIA. “UNITI CE LA FAREMO !”

Rossana Meteori

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