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Corteo pro Israele

Il 3 novembre si è svolta la manifestazione, indetta dal quotidiano il Foglio, nei pressi della ambasciata iraniana

“Viva Israele”, con queste parole urlate dal suo promotore, Giuliano Ferrara, si è conclusa il 3 novembre la manifestazione, indetta dal quotidiano il Foglio, nei pressi della ambasciata iraniana. L’affollato corteo, capeggiato dagli ebrei delle comunità di Roma e di Firenze, si è mosso tra via di S. Costanza e la Nomentana dalle 21 alle 23 circa.

Accanto ai vessilli bianchi e blu con la stella di David sventolavano le bandiere della pace e dei partiti politici presenti. Almeno in questa occasione politici come Fassino e Bondi, Pecoraio Scanio e Calderoni, hanno manifestato insieme per il diritto di uno stato a vivere. Sono pesate le assenze di Bertinotti, che ha lamentato la mancanza di un riferimento alla situazione del popolo Palestinese, e dei ministri Martino e Fini il quale si sta battendo in queste ore per portare la questione all’Onu. Ma per motivi di “sicurezza nazionale” hanno preferito astenersi.

Le dichiarazioni del leader iraniano Ahmadinejad, per la cancellazione dello stato di Israele dal mondo, hanno preoccupato non solo gli ebrei, ma tutti coloro i quali condannano ogni forma di odio razziale e regime totalitario, memori di ciò che è accaduto in passato. Perciò molti romani, italiani, stranieri, cristiani, atei, hanno sfilato con la candela accesa e la bandiera di Israele sulle spalle.

Fassino ed altri esponenti nelle interviste Tv hanno sottolieato come la soluzione dei problemi di quell’area è quella di aggiungere uno stato, quello Plestinese, e non di eliminarne un altro.

”Non si può accettare che nel XXI secolo vengano dette queste cose nei confronti di qualunque popolo e qualunque stato”, afferma indignata Carmen, una donna spagnola che ha vissuto sotto il regime di Franco e ricorda il modo in cui gli ebrei, sefarditi, venivano trattati in Spagna.

L’Iran inoltre ha richiesto il nucleare, arma che molte potenze, come lo stesso stato di Israele, possiedono. Ma, come ha osservato Jonathan, giovane ebreo della comunità di Roma, ”le democrazie hanno diritto ad avere queste armi. Mentre l’Iran non è una democrazia. E non si può fornire di armi così potenti un dittatore folle, che attenta alla vita di uno stato. E’ un problema che l’Europa non deve sottovalutare!”. Ed aggiunge” Il popolo di Israele ha diritto ad esistere e ad esistere come popolo”.

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