

Al Vittoriano una mostra che parla di ecologia
Dal 6 marzo al 29 giugno 2010 il Complesso del Vittoriano presenta ‘Da Corot a Monet. La sinfonia della natura’. Più di 170 opere tra dipinti, fotografie e opere su carta che ci mostrano il paesaggio nella pittura francese dell’Ottocento, o meglio il paesaggio secondo la pittura degli impressionisti, artisti capaci di cogliere l’attimo e fermare sulla tela un momento preciso della realtà.
La mostra si apre con un filmato in cui il poeta Valerio Magrelli si sofferma in riflessioni sulla natura per poi proseguire con una selezione di opere a contrasto: da un lato i paesaggi classicheggianti, alla maniera dei Salon, come l’imponente Vista dell’isola di Capri di Harpignies, e dall’altro il nuovo approccio degli artisti della Scuola di Barbizon, meno legati alla tradizione.
“Gli impressionisti – spiega Stephen Eisenman, curatore della mostra – non si limitarono a raffigurare l’economia complessa di natura e società, ma costruirono dipinti di paesaggio che erano sistemi ecologici in sé. La sente du Chou di Pissarro si distingueva per l’alto grado di integrazione tematica e complessità formale. I sentieri a destra e al centro seguono l’ansa del fiume a sinistra, mentre le verticali degli alberi richiamano quelle delle ciminiere visibili in lontananza al centro e a sinistra della composizione e gli sbuffi di fumo provenienti da fabbriche distanti si fondono senza soluzione di continuità con le nuvole fluttuanti. Il peso visivo dei nembi azzurri e bianchi, inoltre, è calibrato in modo da bilanciare le configurazioni del terreno, le piante, i cespugli e la vegetazione sottostante. Il risultato è un’opera di straordinario equilibrio in cui ciascuna parte dialoga con tutte le altre”.
E’ evidente nelle opere degli impressionisti il desiderio di mostrare una realtà in equilibrio con tutto ciò che appartiene al mondo della natura. Solo con l’avvento della Terza Repubblica, nel 1879, in Francia cambia la politica artistica, da un passato che aveva favorito le forme più tradizionali del paesaggio rurale, ora si passa alla raffigurazione delle scene contemporanee. Passaggio fondamentale anche nella pittura di Monet, che riduce al minimo la rappresentazione della figura umana, volta le spalle alla modernità e si rifugia nelle sue ninfee.
La mostra si chiude proprio con il Ciclo delle Ninfee di Monet, chiamato oggi Grandes Décorations e presente all’Orangerie di Parigi, aperto al pubblico nel 1927, dopo la morte del pittore.
‘Da Corot a Monet. La sinfonia della natura’ è sicuramente la primissima esposizione che tratta di impressionismo ed ecologia e con questo spirito Umberto Croppi, assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, invita: “Con lo stesso spirito proteggiamo oggi la città di Roma, questo tesoro eccezionale, che i secoli ci hanno lasciato in eredità, prodotto unico ed inestimabile del genio umano da un lato, dalla meraviglia dei Fori e del Colosseo alla gloria del Barocco romano, e dall’altro, della felice collocazione geografica alle pendici di sette augusti colli in riva al fiume Tevere”.
Orario mostra: dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. Costo biglietto: € 10,00 intero; € 7,50 ridotto. Per informazioni: 06/6780664
Didascalia foto: 1) il Sottosegretario alla Cultura Francesco Giro visita la mostra. 2) e 3) varie. Foto di Federico Ridolfi.
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