‘Dada e surrealismo riscoperti’ nelle sale del Vittoriano

In mostra più di 500 opere dei due movimenti artistici più rivoluzionari
di Patrizia Miracco - 9 Ottobre 2009

Dal 9 ottobre 2009 al 7 febbraio 2010, il Complesso del Vittoriano ospita una delle più complete mostre mai realizzate su Dada e Surrealismo. Olii, sculture, readymade, assemblaggi, collage, disegni automatici riprendono dalla nascita il cammino di questi due movimenti artistici omaggiando precursori come Chagall, De Chirico, Duchamp, Kandinskij, Klee, Klinger, Gustave Moreau e Munch.

“Questa mostra – spiega il suo curatore Arturo Schwarz – ha il grande pregio di offrire una panoramica, probabilmente unica per la completezza e la qualità delle opere esposte, dei soli due movimenti artistici delle avanguardie storiche che, oggi più che mai, hanno conservato la loro attualità e la loro carica eversiva. Nonostante certe premesse comuni, Dadaismo e Surrealismo furono subito conflittuali: la prima essendo fondamentalmente nichilista, la seconda, al contrario, radicalmente ‘engagé’”. Arturo Schwarz sottolinea poi come “Dada e il Surrealismo siano stati gli unici due movimenti dell’avanguardia storica a non limitarsi a una rivoluzione visiva, ma a propugnare invece una rivoluzione culturale, nel senso maoista di “rivoluzione ininterrotta” e di abolizione dell’antinomia tra teoria e pratica… Dada e il Surrealismo suggerivano una nuova filosofia della vita”.

La mostra presenta nelle prime sale le opere dei protagonisti del movimento Dada. Tra i dadaisti si sono voluti prediligere quelli che hanno partecipato alla prima collettiva dadaista Erste Internationale Dada-Messe (Prima fiera internazionale Dada) che si inaugurò il 5 giugno 1920 (per chiudersi il 25 agosto) alla Galleria Otto Burchard di Berlino. Nonostante avesse l’ambizione di essere una rassegna internazionale, gli unici non-tedeschi presenti furono l’alzasiano Hans Arp, l’olandese Hans Citroen, il drammaturgo americano Ben Hecht, il belga Otto Schmalhausen, e il francese Francis Picabia. Questa prima mostra antologica fu curata da George Grosz, Raoul Hausmann e John Heartfield. Vi presero parte, oltre ai tre curatori quasi tutti i dadaisti tedeschi con l’unica assenza, clamorosa quella di Kurt Schwitters. In rappresentanza del gruppo di Colonia vi parteciparono: Max Ernst, Johannes Theodor Baargeld, Rudolf Schlichter. Il gruppo di Berlino fu ovviamente presente al completo con Andreas Baader, Grosz, Jef Golyscheff, Hausmann, John Heartfield, Wieland Herzfelde e Hanna Höch.

Il percorso espositivo testimonia poi l’attività degli artisti che parteciparono ad almeno una delle sei principali mostre collettive surrealiste dirette da Breton o con la sua partecipazione. Queste documentano mirabilmente lo sviluppo del movimento e il contributo degli artisti surrealisti alla sua estetica. Ecco dunque le opere degli artisti che parteciparono alla prima collettiva surrealista inaugurata alla Galerie Pierre di Parigi il 14 novembre 1925: Jean Arp, Giorgio De Chirico, Robert Desnos, George Malkine, Man Ray, André Masson, Joan Miró, Pablo Picasso, Pierre Roy.

Dopo questo primo gruppo di artisti, la mostra prosegue con le sale dedicate ai partecipanti della più importante antologica surrealista allestita nel periodo tra le due guerre che documenta, tra l’altro, la diffusione internazionale del verbo surrealista. Questo evento, curato da Roland Penrose, si svolse alle New Burlington Galleries inaugurandosi l’11 giugno 1936. Vi parteciparono, e sono presenti in mostra: Eileen Agar, Arp, Jacqueline Lamba Breton, John Banting, Hans Bellmer, John Selby Bigge, Constantin Brancusi, Victor Brauner, Edward Burra, Alexander Calder, Cecil Collina, Salvador Dalì, Peter Norman Dawson, Giorgio De Chirico, Oscar Domimguez, Marcel Duchamp, Max Ernst, Merlyn Evans, Léonor Fini, Wilhelm Freddie, David Gascoyne, Alberto Giacometti, Stanley William Hayter, Charles Howard, Marcel Jean, Humphrey Jennings, Paul Klee, Rupert Lee, Len Lye, Dora Maar, René Magritte, Maruga Mallo, Man Ray, André Masson, Robert Medley, Édouard-LéonThéodore Mesens, Joan Miró, Henry Moore, Stellan Mörner, Paul Nash, Richard Oelze, Erik Olson, Meret Oppenheim, Wolfgang Paalen, Grace W. Pailthorpe, Roland Penrose, Francis Picabia, Pablo Picasso, Angel Plannels, Pierre Sanders, Max Servais, Jindrich Styrsky, Graham Sutherland, Yves Tanguy, Sophie Henriette Täuber-Arp, Toyen, Julian Trevelyan.

Il cammino espositivo prosegue ripercorrendo, attraverso i suoi protagonisti, le tre importanti collettive del dopoguerra che testimoniano lo sviluppo e la diffusione internazionale del Surrealismo; la prima si svolse nel giugno del 1947 alla Galerie Maeght di Parigi e fu curata da André Breton e Marcel Duchamp; dodici anni dopo, dal 15 dicembre 1959 al gennaio del 1960, si svolse, alla Galerie Daniel Cordier di Parigi, curata anche questa da Breton e Duchamp, la celebre Exposition Internazionale du Surréalisme (EROS); segue la mostra International Surrealist Exhibition (D’Arcy Galleries, 28 novembre 1960 – 14 gennaio 1961), anche questa diretta da Breton e Duchamp. Conclude il percorso espositivo l’ultima collettiva surrealista, L’Écart absolu (Galerie L’Œil, Paris, dicembre 1965), diretta anch’essa da Breton e che precede di 9 mesi la morte del fondatore del Surrealismo.   

“E’ un evento come pochi precedenti. – dichiara Umberto Croppi, assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma – Sono decenni che non vedevamo, non solo a Roma, ma in Italia, una manifestazione di questa portata”.

“Tutti questi artisti, tutte queste diverse innovative interpretazioni di cosa l’arte dovesse significare – conclude Umberto Croppi – sono riuniti al Complesso del Vittoriano in una mostra che lascerà un segno nelle coscienze di tutti coloro che la visiteranno”.

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E’ possibile visitare la mostra dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 -20.30.
 

1- André Breton, Louis Aragon, Suzanne Muzard, Pierre Unik. Cadavre exquis, 1929. Gouache su carta, 24,5 x 16,5 cm. Collezione David e Marcel Fleiss. Parigi, Galerie 1900-2000.
2- Joan Miró. Donna avvolta dal volo di un uccello, 1941. Gouache e pittura su carta, 46 x 38 cm. Parigi, Collezione privata, Courtesy of Gallery 1900-2000.
3- Max Ernst. Loplop Presente. La bella stagione, 1930 circa. Olio su tela, 38 x 46 cm. Collezioni Thyssen-Bornemisza
4- Hans Bellmer. La bambola, 1938. Tiraggio argentato dell’epoca, 27,2 x 22,8 cm. Collezione David e Marcel Fleiss. Parigi, Galerie 1900-2000.

 


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