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Dai sette colli ai setti passi

L'epica impresa di Daniele Carletti di Montespaccato e Simona Pergola di Colli Aniene

Colli Aniene, che già può vantare un discreto numero di personaggi notevoli in molti campi, può ora inorgoglirsi per l’impresa di Simona Pergola. L’impresa ha un nome che è tutto un programma si chiama “Dai sette colli ai sette passi”. I sette colli sono quelli storici di Roma antica e i sette passi… si tratta nientemeno di sette passi montani disseminati nei cinque continenti della terra. Passi montani la cui altezza media supera i m 3.500 s.l.m.

Daniele Carletti (di Montespaccato) e Simona Pergola sono i nostri atleti dell’asd. Gruppo Sport Natura che proprio mentre scriviamo, hanno già pedalato per un totale di 77 ore ed adesso si trovano in Serbia, a meno di cento chilometri da NNW di Belgrado. Lì sono arrivati, non facendo il percorso più breve, bensì quello più lungo che li ha fatti puntare prima in direzione della Francia dove, dopo 800 km hanno raggiunto e superato i 2.802 metri del Col de La Bonette. Poi, superato il primo passo al confine con la Francia, si sono arrampicati lungo le tortuose strade dell’intero arco alpino verso l’Europa orientale per raggiungere la Ciclovia del Danubio.

I nostri procederanno quindiverso la Russia, poi in Asia per passare la Cina in direzione del Sud Est Asiatico. Ci hanno anticipato: “Sfidando il clima caldo e monsonico di India, Vietnam, Thailandia ed Indonesia ci imbarcheremo per l’Australia, pedalando nelle terre degli animali più pericolosi del mondo raggiungeremo la costa Sud per ripartire nuovamente alla volta del Nord America. Indossando nuovamente abiti pesanti sorvoleremo l’oceano per approdare nelle fredde terre dell’Alaska. Ci prepareremo quindi per affrontare i 30.000 km della Transamericana ed i continui cambi climatici del vasto tratto che ci porterà fino in Sud America alla Terra del Fuoco. Il tempo di visitare la fine del mondo e ripartire nuovamente verso nord in direzione del Brasile, per imbarcarci e raggiungere il Sud Africa. Il viaggio poi proseguirà risalendo le terre dell’Africa Orientale per rientrare in Italia, a Roma, attraverso la Via Francigena del Sud”.

L’impresa – non è esagerazione ripetere con Claudio Perazzini presidente del gruppo Sport Natura – oltrepassa lo straordinario per diventare epica. Partendo da Roma e pedalando per 100.000 km. Daniele Carletti e Simona Pergola torneranno a Roma dopo aver battuto le strade dei 5 continenti e aver scollinato i valichi stradali più elevati in ognuno di essi; tutto in un unico e straordinario tour.

L’evento sportivo, unico nel suo genere e mai tentato da altri, ha preso il via, da Piazza del Campidoglio, il 12 Luglio 2014  con il sindaco Marino come starter.

Dal punto di vista sportivo l’impresa ha dell’incredibile. 52 paesi attraversati, molti agli estremi lembi della terra, per percorrere i 100.000 km., senza autoveicoli al seguito e con un carico di almeno 40 kg a testa, necessari a Daniele e Simona per concludere il viaggio nei quattro anni previsti e che li vedrà pedalare, al netto dei riposi, per almeno 100 km al giorno, su strade che in molti casi saranno poco più che mulattiere, valicando nel contempo sette passi montani, la cui altezza media sarà di oltre 3.500 m., con punte che arriveranno ai 5.130 m. dell’Abra Azuca in Perù e ai vertiginosi 5.560 m. del Semo la Pass in Tibet.

Prima della partenza, oltre ad un adeguato allenamento e ad una valutazione medico sportiva specifica, i due atleti hanno dovuto sottoporsi a tutte le vaccinazioni possibili ed immaginabili, dato che attraverseranno luoghi ove le malattie endemiche sono presenti in modo massivo.

Ma parlare di sola impresa sportiva, pur se eccezionale, sarebbe riduttivo. Daniele e Simona saranno rappresentanti di un modo etico di fare turismo sportivo. Saranno ambasciatori di una cultura dell’ambiente e del rispetto delle culture locali che nasce dal loro modo di concepire l’attività sportiva, non vista solo come performance, ma piuttosto come corretto stile di vita. Testimonia tutto questo l’uso della bicicletta nel loro modo di vivere la quotidianità, nel recarsi con questa da casa al lavoro o nell’usare la bicicletta per raggiungere i luoghi delle loro passioni sportive: Simona e Daniele prima di essere ciclisti sono scalatori e non solo, sono atleti e cittadini virtuosi a 360°.

Potremmo condensare questa fantastico viaggio come l’impresa delle tre S

S come sport dalle performance estreme. Mai nessuno ha osato tanto in un unico tour!
S come sostenibilità dell’uso della bicicletta, strumento essenziale per conoscere profondamente i luoghi attraversati, i popoli, i loro usi e le loro culture;
S come solidarietà. Metà dei fondi raccolti con il sito, saranno devoluti all’ong Word Bicycle Relief, che si occupa di fornire biciclette in paesi in via di sviluppo e formare in loco tecnici specifici.

Anche la scelta dei patrocini non è casuale, tutti i patrocinanti sono portatori di valori che spaziano dallo sport all’ambiente, dal turismo sostenibile alla cultura, dall’attenzione ad eventi non elitari alla solidarietà internazionale.

Per informazioni: www.becycling.net/dai-sette-colli-ai-sette-passi     e-mail: gruppo-sport-natura@libero.it – asd GSN 333 90 91 238

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2 commenti su “Dai sette colli ai setti passi

    1. Parte del suo commento è stata oscurata perché abbiamo corretto l’articolo secondo le sue precisazioni.
      Grazie per il contributo

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