

Fatti e misfatti di aprile 2016
“Lo scandalo “Panama Papers” – esploso due giorni fa – ha inguaiato migliaia di persone fisiche di ogni ordine e grado, di multinazionali e di banche. Sotto tutti i meridiani e paralleli. Da nord a sud, da est ad ovest. Compresa, ci mancherebbe, anche l’Italia”.
Che cosa dire? Che, naturalmente, tutti i disonesti hanno negato o giustificato risibilmente e che tutti gli onesti hanno strabiliato e condannato aspramente. Ma anche che, se il nostro sommo poeta Dante Alighieri fosse vissuto oggi, avrebbe certamente trovato un posto di rilievo, nel suo Inferno, per il girone degli evasori fiscali. Il girone, sicuramente, più ampio ed affollato. Con quale pena? Chissà. Con la pena, magari, di ingoiare lingotti d’oro fino a scoppiare e, una volta scoppiati, ricominciare ad ingoiarli fino a scoppiare di nuovo. E così ogni volta. Per l’eternità.
“I magistrati della Procura di Potenza – venuti a Roma per ascoltare il Ministro Maria Elena Boschi come “persona informata” sui fatti sotto inchiesta in Basilicata – non avevano portato un computer per registrare il resoconto dell’incontro”.
Sarà stata una dimenticanza dovuta all’emozione? Oppure, chissà, un segno della loro intenzione, magari inconscia, di come procedere “con fermezza” nei confronti di qualcuno?
“Ai magistrati della Procura di Potenza – uscendo dopo avere ascoltato il Ministro Boschi – è stato chiesto se quell’incontro fosse stato importante. E il loro capo: “E’ stato necessario””.
Un “necessario” che può essere interpretato in vari modi. Ognuno lo interpreti come gli pare. Il Ministro Boschi lo ha interpretato come necessario per escluderla da ogni responsabilità penale. Le opposizioni di Governo al contrario. Ma le opposizioni – come ama definirle il “premier” Renzi – sono delle colonie di gufi.
“Da una delle tante intercettazioni della Procura di Potenza – si è saputo – è venuta fuori anche una telefonata nella quale l’ex Ministro Federica Guidi accusa il suo compagno Gianluca Giannelli, piangendo, di star usando lei per mandare avanti i suoi grossi interessi”.
Piange il telefono. Piange Federica Guidi. Piangerà, alla fine, anche il suo compagno “affari sporchi” (di petrolio) Gianluca Giannelli? Da come stanno procedendo le indagini, sembrerebbe più che sicuro. Non è sicuro, invece, se piangerebbe a casa sua o in carcere.
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