Danzare con il Burka guardando dentro se stessi

L'originale viaggio di Maria Strova raccontato nel suo ultimo libro

Lunedi 9 novembre 2015 è stato presentato nella suggestiva cornice della Casa dell’Architettura a Roma “Burka”, il nuovo libro di Maria Strova pubblicato da Gangemi Editore.

cove58d8c161-034d-4742-a8ee-7dadf28c8915L’autrice è considerata tra le più importanti performer di danze orientali e grazie al suo lavoro di coreografa, danzatrice, insegnante e scrittrice è impegnata da anni nello sviluppo dell’identità culturale della Danza del Ventre e nell’accompagnare le donne a danzare con coraggio e fierezza della propria unicità. Pioniera della danza del ventre in gravidanza in Italia, interessata ai temi dell’espressione autentica nell’arte performativa, è autrice anche dei volumi: Il linguaggio Segreto della Danza del Ventre e di Salomè, il Mito, la Danza dei Sette Veli.

Maria Strova è una donna sensuale, ironica e fuori dagli schemi. Colombiana cresciuta negli Stati Uniti è direttrice del Teatro del Respiro di Fiano Romano, a Roma. Dalla sua esperienza artistica è nato questo testo. Il Burka indossato come un semplice costume di scena, attraverso la danza è divenuto per Maria lo strumento, il mezzo per compiere un viaggio introspettivo sull’essere donna.

calogeroferraraIndossare il Burka per l’autrice è stata una libera scelta, affrontata in modo artistico e sinuoso: danzando, strappando il tessuto, irrompendo con le gambe e le braccia. Come testimoniano le fotografie scattate da Calogero Ferrara che riprendono l’artista danzare con il Burka, nella selvaggia natura di Ustica, della Sicilia e di Corfù. Luoghi incontaminati, che hanno assecondato il percorso introspettivo dell’autrice, segnato da sensazioni di vita, di resistenza, di lotta e di bellezza. Emozioni vissute dietro una grata, come in una mobile prigione. Restando sempre in ascolto di se stessa.

calogeroferraradanzaCome i Burka psicologici, questo velo totale confonde i sensi e indossandolo sulla propria pelle Maria Strova è riuscita a percepire come la vocazione artistica di questo abito sia anche quella di non arrendersi alle sue restrizioni. Perché il Burka non è solo ciò che vuole annientare, ciò che rende invisibile: ma anche il suo contrario.

L’autrice ha spiegato il suo percorso introspettivo di cui ha fatto esperienza tramite il burka in questo modo: “Esplorando le emozioni suscitate dal Burka, ho avuto la sensazione che esistono limiti che non siamo nemmeno consapevoli di portare che impediscono la nostra partecipazione alla vita, l’apertura dei nostri sensi. “

Il frutto delle sue riflessioni di donna e di artista è racchiuso in questo testo originale e bellissimo anche per le immagini di cui è corredato.

voloritoccostefanoLa prefazione è del prof. Paolo Portoghesi, Architetto della Moschea di Roma, studioso e profondo conoscitore della cultura islamica, che da subito ha creduto in questo progetto editoriale e l’ha sostenuto: “Maria Strova ha indossato il Burka, sapendo che poteva offrire esperienze imprevedibili, diventare disvelamento di verità nascoste. Il suo libro, diviene un lavoro che ci aiuta a capire meglio i contrasti tra Oriente e Occidente”.

Ad accogliere il libro, anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi che nella sua riflessione sul lavoro dell’autrice, scrive: “Maria Strova rivela la grazia del Burka e persino la sua poesia. Si interroga e, nella danza, trasforma il Burka in un fiore. Omaggio e non prigione.”

La serata ha visto inoltre svolgersi la deliziosa performance di danza intergenerazionale “Fiore Caparbio” ispirata al Burka, a cura di Maria Strova che per l’occasione ha danzato con sua figlia Martinica Ferrara e le danzatrici Anita d’Alessandro, Barbara Gervasi e Giada Somenzari.
Durante la performance l’attrice Chiara Tomarelli ha letto alcuni brani del libro.

il volume è disponibile tramite il sito www.danzadelladonna.it

 

“ Ognuno di noi indossa un suo burka

Cosa vedi? Cosa vedi quando non rimane che guardare da una grata?

Ho guardato me.”


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