

Al centro dell’indagine, un cinquantenne di origini campane, noto nel settore e attivo da tempo sul litorale laziale
Per anni ha gestito le sue aziende come pezzi di un puzzle, spostandole e smontandole a suo piacimento, ma alla fine il gioco è finito.
La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro due imprese nel settore della panificazione tra Anzio e Nettuno, smascherando un sistema di fallimenti pilotati e debiti elusi.
Al centro dell’indagine, un imprenditore cinquantenne di origini campane, noto nel settore e attivo da tempo sul litorale laziale.
Le indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno hanno portato alla luce un meccanismo ben collaudato: l’imprenditore avrebbe creato nuove società a cui trasferiva tutti gli asset produttivi di aziende già esistenti, prima di lasciarle fallire, schivando così i debiti accumulati.
Un copione ripetuto almeno tre volte negli ultimi dieci anni, sempre con lo stesso esito: fornitori e Stato rimasti a mani vuote, mentre lui ripartiva da zero con una nuova impresa.
Un’operazione studiata nei minimi dettagli, che ha permesso all’imprenditore di evitare il pagamento di ingenti somme, lasciando un lungo strascico di creditori danneggiati.

Ma c’è di più: per ostacolare le indagini e impedire il tracciamento del patrimonio, l’uomo ha nascosto le scritture contabili obbligatorie nei suoi forni di produzione.
Un escamotage che non ha tratto in inganno le Fiamme Gialle, che durante i controlli hanno scoperto e sequestrato la documentazione, svelando l’intera rete di operazioni illecite.
Eppure, nonostante l’ultima società fosse formalmente in liquidazione da dicembre 2024, l’attività non si era mai fermata. L’imprenditore continuava a operare fino a poche settimane fa, quando la Guardia di Finanza ha apposto i sigilli ai due punti vendita situati nei quartieri San Giacomo e Villa Claudia.
Ora, l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Velletri con l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, mentre i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito il sequestro preventivo delle aziende su ordine del Gip.
A breve verrà nominato un amministratore giudiziale, con il compito di gestire l’azienda, tutelare i dipendenti e tentare di recuperare almeno una parte dei debiti accumulati.
Un colpo durissimo per un imprenditore che, con abili manovre finanziarie, aveva per anni giocato con la legge, trasformando le sue attività in un labirinto di scatole vuote. Ma questa volta, il labirinto si è chiuso.
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