Decimo Municipio. Urbanistica: le parole e i fatti

Le antiche parole nuove di Corsini. Policentrismo e sostenibilità alla prova nel Quadrante sud-est
di Aldo Pirone - 23 Dicembre 2009

Nel secondo appuntamento urbanistico, indetto dal PDL del X Municipio martedì 15 all’Hotel Petra di Romanina, è apparso finalmente l’assessore Corsini. Insieme a lui è intervenuto anche il Presidente della commissione ambiente comunale De Priamo. Il tema dell’incontro verteva sulla famigerata "centralità" di Romanina e sui Piani di zona. Sulle impostazioni urbanistiche generali l’assessore che si definisce "tecnico, proveniente dai ranghi dell’amministrazione pubblica, prestato alla politica" ha detto cose che Nanni Moretti definirebbe di "sinistra". Ha cominciato lamentando l’arretratezza della legislazione vigente che consente una lunghezza eccessiva nella redazione dei PRG con tempi biblici o addirittura da era geologica: 8 anni per l’approvazione di quello di Roma. Per cui a guidare le linee dei PRG sono poi prevalentemente i grandi interessi privati. Ha proseguito portando come esempio di scarsa capacità pianificatrice la vicenda degli stadi di calcio dove l’amministrazione sta rincorrendo i privati, mentre sarebbe stato più logico che a decidere la necessità e la dislocazione di un altro o di altri stadi fosse stato il PRG.
Questa lunghezza – ha continuato – porta anche a non pianificare nel modo dovuto l’infrastrutturazione della mobilità. L’occasione storica persa è stata quella a cavallo degli anni ’60. Così per le centralità che nel PRG dovrebbero dare luogo alla trasformazione policentrica della città. Sarebbe stato più logico – ha infine concluso l’assessore – che prima di indicare le aree si fossero decise le cose da mettere in quelle aree. E la loro disponibilità ad essere spostate. Oggi proprio perché non si sa bene cosa metterci si è in difficoltà.

Un vero e proprio j’accuse quello dell’assessore. Anticipato da alcune scarne considerazioni di De Priamo sulla programmazione urbanistica di questi anni esagerata e sproporzionata che sta eliminando la cintura verde della città fino ad un punto di non ritorno. Il territorio del X Municipio – ha concluso – è già appesantito da un’eccessiva edificazione per cui bisognerà limitare nuovi insediamenti abitativi avvertendo, però, che non tutto quel che è già stato deciso potrà essere revocato.

Sono state trattate anche altre questioni più specifiche. Sulla centralità di Romanina De Priamo ha informato che la delibera – che sarebbe bene conoscere – è stata bloccata. Corsini ha invece informato che "Astra Otto", la società che gestisce l’accordo di programma di trasformazione dei 35 ettari attorno al Terminal di Anagnina, ha comunicato il venir meno della preventivata struttura sanitaria pubblica per cui è aperto il problema del con che cosa sostituirla. E poi professioni di ampia disponibilità al confronto con cittadini, associazioni e comitati di quartiere nonché di un corretto rapporto con l’istituzione municipale.

Dichiarazioni importanti e apprezzabili che però, a leggere quotidianamente i giornali, sembrano essere smentite anche qui dai fatti. Cioè dagli annunci che si fanno via via più numerosi da parte del Sindaco Alemanno di progetti urbanistici espansionistici e di decisioni di varianti al PRG in continuo aumento di cubature e di aree edificabili.
Tuttavia se le dichiarazioni di Corsini hanno un senso la prova può essere fatta sul territorio del X Municipio e, più in generale, del quadrante urbano Sud-est, dalla Tiburtina all’Appia. Qui si può realizzare un vero polo della città policentrica e insieme ridurre le cubature e il consumo di suolo previsto dall’attuale PRG. Basta partire dalle centralità pubbliche: Tor Vergata (560 ha), Pietralata (200 ha), Ponte Mammolo (60 ha). In codesti luoghi sottratti alla rendita speculativa si possono dislocare quelle direzionalità e quelle funzioni qualificanti sottraendole all’ingolfamento del centro storico. A Tor Vergata alcune di queste funzioni sono già presenti: Università, Policlinico, Cnr, l’Agenzia Spaziale Italiana la costruenda città dello sport, il futuro campus universitario e il vicino Centro servizi della Banca d’Italia.
In queste tre aree di 820 ettari pubblici può collocarsi una consistente quota di edilizia pubblica in modo che non sia solo un polo di uffici ma anche di abitazioni e servizi come la Dèfense di Parigi malgrado sia molto più piccola con i suoi 130 ettari. Nel quadrante sud-est vi sarebbe poi anche la centralità del Polo tecnologico Tiburtino dedicato alle imprese dell’innovazione scientifica e tecnologica.
Le centralità da cancellare o trasformare perché senza senso, a parte quello puramente speculativo, sarebbero quelle private di Torre Spaccata e Romanina. La prima riconducendola alla sua vocazione naturale di completamento del Parco archeologico di Centocelle. La seconda alla sua originaria destinazione a servizi pubblici generali o a grande pausa urbana verde per evitare la saldatura cementizia con i Castelli romani.
Saranno in grado i nostri eroi a ritrovare l’interesse pubblico misteriosamente (si fa per dire) scomparso nella palude della rendita speculativa? Anche qui: tertium non datur.

(Fine)

Decimo Municipio. Urbanistica: la scomparsa dei fatti
Dibattito in Consiglio municipale e assemblea del PDL con l’assessore Corsini all’Hotel Petra a Romanina


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