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Il declino del Presidio Sanitario di via Bresadola

Struttura all'avanguardia negli anni '80 è ancora molto utilizzata ma dovrebbe essere organizzata meglio

Quello di via G. Bresadola 56 a Centocelle è sicuramente uno dei più produttivi presidi sanitari polispecialistici non solo della Asl Rm B, ma dell’intera città di Roma.

Vale la pena ricordare che il poliambulatorio di via G. Bresadola è stato uno dei primi (Ospedali esclusi) ad offrire prestazioni sanitarie innovative attraverso l’uso di tecnologia d’avanguardia fin dai tempi (1980) che da ambulatorio dell’ex Inam si trasformava grazie alla riforma Sanitaria n833/79 in Usl. Ancora oggi vanta fior di medici specialisti e attrezzature all’avanguardia.

Del resto basta varcare l’entrata del Presidio Sanitario e vedere un centinaio di assistiti in attesa fin dalle 7,00 del mattino per prenotare una prestazione o pagare un ticket o delle decine di persone davanti ad ogni ambulatorio specialistico dislocato su tutti e tre i piani dell’edificio per rendersi conto che, nonostante i tagli continui e il blocco del turnover il presidio sanitario di via G. Bresadola era e rimane il punto di riferimento pubblico per le prestazioni sanitarie nel territorio dell’ex Municipio roma VII oggi V e che sicuramente rimarrà tale, almeno fino a quando non saranno terminati i lavori di ristrutturazione della ex scuola Tommaso Grossi in cui sarà trasferito il poliambulatorio di piazza dei Mirti che è anche sede della direzione del Distretto.

Ma non tutto va ben madama la marchesa. Infatti è ancora irrisolto il problema di un ufficio informazioni in grado agevolare gli accessi alla struttura e alle prestazioni che in questa si erogano (invalidità civile, medicina legale, farmaceutica, esenzioni). Vanno sicuramente migliorati i percorsi di accesso agli ambulatori, spesso ricavati con fotocopie sovrapposte e poco leggibili sulle porte degli studi; c’è poi un bagno posto al secondo piano, che gli assistiti ci dicono guasto da mesi.

Ma la vera chicca per quanto concerne una organizzazione del lavoro a dir poco approssimativa, sta negli abbinamenti di alcune attività specialistiche fatti unicamente per la dislocazione della stanza e non certo per affinità medica. Ed è così che lo specialista in ortopedia, da anni dislocato al 2° piano dello stabile, viene a dividersi gli spazi con lo specialista in urologia e con quello in ginecologia; abbinamenti a dir poco strani e che suscitano ilarità anche tra gli utenti in attesa della visita.

Non sappiamo se si poteva far meglio, certo è, che la stanza che era prima dell’ortopedico è chiusa e inutilizzata.

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3 commenti su “Il declino del Presidio Sanitario di via Bresadola

  1. Siamo andati il 3 ottobre 2016 per una vista per l’invalidità civile appuntamento ore 14, appena arrivati eravamo con il numero 14, ma c’erano altre 20 persone tutte che avevano l’appuntamento alle 14 dato dall’Inps. Siamo stati in fila per ben 7 ore. Tante persone sono rimaste in piedi per mancanza di sedie. Mancava anche l’aria. Voglio urlare lo schifo e il degrado di questo presidio.

  2. Io so solo che mia madre affetta da Alzheimer nn è stata mai chiamata a visita per l invalidità civile richiesta. A distanza di 2 anni ci siamo dovuti rivolgere ad un patronato e così dopo più di 3 anni e mezzo siamo ancora in attesa. Mia madre è ormai quasi un vegetale.
    Grazie!

  3. Oggi 03/02/2026 fatta visita cardiologica con la dottoressa R.M.Cacciotti fatto ECG da un infermiere un po’ impacciato con i fili di un vecchio apparecchio sopraggiunge la dottoressa mi misura la pressione e senza neanche visitarmi mi dice tutto ok apposto ci vediamo tra un anno 🧐. Questa sarebbe una visita cardiologica??!! Ditemi voi se tutto è normale ma!!
    In questo modo sbrigativo perché le visite al CUP si prendono così lontane dalla prenotazione si posso fare più di 50 persone al giorno facendo così.
    In questo mondo di controllori chi controlla i Medici 🥸

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