

Antonello Avallone, regista e attore dello spettacolo, ritenta la trasposizione teatrale, in scena fino al 12 marzo 2017
Delitto perfetto è un’opera di Fredrick Knott datata 1952, che ha visto la sua prima trasposizione teatrale a Londra nello stesso anno di nascita, ma a renderla celebre in tutto il mondo, è stata la versione cinematografica di Alfred Hitchcock del 1954, che l’ha reso un classico dei film gialli.
Antonello Avallone, regista e attore dello spettacolo, ritenta la trasposizione teatrale al Teatro dell’Angelo in via Simone Saint Bon, dove sarà in scena fino al 12 marzo 2017. La trama è fedele al testo originario e alla versione di Hitchcock, di cui ricostruisce fedelmente i particolari. Margot è una donna ricca in crisi col suo matrimonio e per questo ha intrapreso una relazione extraconiugale con Mark Halliday, scrittore americano di libri gialli. Il marito, Tony Wendice, ex campione di tennis che ora vive sulle spalle della moglie, scopre la tresca e decide di architettare minuziosamente l’assassinio della moglie. Ricatta un suo ex compagno di università per attuare il piano e tutto sembra perfettamente organizzato, ma un imprevisto sconvolge i piani di Tony: Margot prima di andare a letto aveva lasciato delle forbici sulla scrivania su cui viene aggredita e, afferrate le forbici, sarà lei ad uccidere il sicario assoldato dal marito. Tony giunto sul luogo del delitto cercherà di inquinare la scena del delitto facendo ricadere la colpa sulla stessa moglie che verrà accusata e condannata a morte. Ma sarà la chiave di casa, confusa con quella dell’assassino a scagionare Margot qualche ora prima dell’esecuzione della condanna, grazie ad un tenace ed astuto ispettore di Scotland Yard.
Avallone si è cimentato con un’impresa ardua, come sempre capita quando ci si confronta con un classico come quello di Hitchock i cui protagonisti sono stati Grace Kelly, Ray Milland, Robert Cummings. Se si considera la cospicua presenza di spettatori, però l’operazione risulta ben riuscita. La trama, infatti, poteva risultare obsoleta, considerando le tecniche d’ indagine utilizzate negli anni ’50, non più attuali, ma l’attenzione del pubblico in sala non è mai calato. Molti elementi hanno contribuito a questo successo: dialoghi serrati, la perfetta caratterizzazione dei personaggi, l’ottima interpretazione di Flaminia Fegarotti nelle vesti di Margot, dello stesso Avallone nei panni di Tony Wendice, mentre Adriano Evangelisti presta il volto a Mark Halliday.
Infine, dopo il successe delle scorse settimane con il gesto di Pedro, di nuovo non ci delude Giuseppe Manfridi nel ruolo dello zelante ispettore di Scotland Yard. Dunque una regia attenta e accurata che ha ben diretto i suoi attori e che non ha trascurato alcun dettaglio, come la scenografia elegante e raffinata o la scelta di costumi del periodo narrato, anch’ essi eleganti e perfettamente adeguati ai personaggi. Un prodotto, quindi, ben confezionato che , nonostante i rischi dell’ impresa, alla fine non deluderà il pubblico.
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