Il dilemma dello smartphone: touchscreen resistivo o capacitivo?

touchscreen come funzionaOgni giorno ci confrontiamo con la tecnologia, in casa nostra ma anche al di fuori di questa. La tecnologia touchscreen, tradotta in italiano come ‘schermo sensibile al tocco’, è ovunque: smartphone, tablet, computer, lettori musicali, bilance, radio, etc..

Questa tecnologia ci consente di arrivare dritti al punto! Toccare uno schermo e avere una risposta, che sia un video, una canzone, un testo, un disegno.

Ma come funzionano? Sono tutti uguali? La risposta è no. Principalmente ne esistono di due tipologie: schermi resistivi e schermi capacitivi.

Quali sono meglio? Beh, quelli resistivi sono i primi sviluppati, quelli capacitivi sono i più comuni oggigiorno. Ma non si tratta solo di quale sia meglio a livello tecnologico, molto dipende dall’utilizzo che se ne richiede.

Come funzionano gli schermi touchscreen

Prima di tutto però, è bene capire il funzionamento.

Uno schermo resistivo è composto tipicamente da due strati di un materiale conduttivo trasparente come è l’ossido di indio e stagno, detto ITO. A questi strati è associata una certa tensione. È importante che siano ben separati questi due strati. Quando lo schermo viene toccato, con un qualsiasi oggetto, succede che i due strati vengono messi a contatto tra loro. A secondo del punto dello schermo dove è avvenuto il contatto, viene chiuso il circuito elettrico e questo corrisponde ad una nuova tensione, un valore di resistenza associato, diverso rispetto alla condizione iniziale di non contatto tra i due strati. In base alla misura della resistenza, il dispositivo saprà in che punto lo schermo è stato toccato.

Touchscreen e guanti

Seppur questa rappresenti la prima tecnologia, quelle operazioni che richiedono l’utilizzo di guanti, non posso prescindere da un touchscreen resistivo.

Altra storia invece è per i touchscreen capacitivi. In questo caso i due strati di cui sopra, sono composti da tanti circuiti elettrici, molto vicini fra loro. Quello che succede è che, quando lo schermo superiore viene toccato da un corpo carico il campo elettrico dello schermo inferiore cambia. Questo cambio genera una variazione di capacitanza, che molto brevemente è l’attitudine che un corpo conduttore possiede ad accumulare carica. Questa variazione è avvertita dal dispositivo, inoltre questa tipologia di touchscreen consente il multitocco.

Con questa tipologia però non è possibile usare i guanti o dei bastoncini isolanti, perché questo non permette la variazione di capacitanza.

Ecco perché… l’utilizzo, specialmente in inverno, dei guanti con le dita “speciali” che consentono di utilizzare i nostri dispositivi come smartphone e tablet, senza prendere freddo alle mani. Questi guanti possiedono, a livello dell’estremità, delle zone che sono realizzate con delle fibre che permettono la conduzione tra dito e schermo e quindi la variazione di capacitanza, a differenza dei guanti tradizionali che impediscono, invece, alla forza elettrica del nostro corpo di fluire verso lo schermo. Per questo, cercare di usare uno smartphone con i guanti normali è davvero un’esperienza ardua.

Un rimedio casalingo potrebbe essere quello di cucire un filo di nylon sul guanto. Questo si comporterebbe da ponte, conduttivo, tra noi e la tecnologia.

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