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Disgrazia o violenza? Muore un clochard nella Stazione di Tor Sapienza

Interno della stazione... residenza del clochar deceduto
Interno della stazione Tor Sapienza… residenza del clochar deceduto

Quanto denunciato durante il Consiglio del 17 dicembre 2013 da Roberto Torre a nome del del neo comitato spontaneo di Tor Sapienza, davanti a numerosi iscritti dello stesso comitato, è puntualmente avvenuto.

Denunce secche e senza appello. Dai fumi alla diossina che stanno lentamente avvelenando i residenti di Tor Sapienza e Colli Aniene, alle discariche a cielo aperto di via Salviati e via Guglielmo Sansoni, ad una situazione della Stazione Ferroviaria di Tor Sapienza a dir poco allucinante.

I residenti di Tor Sapienza per l’ennesima volta hanno denunciato la mancanza di illuminazione, dovuta anche al furto dell’impianto elettrico, una scala mobile mai messa in funzione e che lentamente pezzo dopo pezzo è prossima a diventare un ricordo, il sabotaggio dell’impianto che alimentava le videocamere di sorveglianza e tanti locali ridotti a dormitorio e latrina.

La gente ha paura, denunciava Torre. La notte spesso dalla stazione provengono grida… ma ovviamente senza illuminazione, nessuno si prende la briga e rischiare di andare a vedere.

“A RFI – dicono i cittadini – chiediamo di rimettere in sicurezza la Stazione e al Comune di prendere in consegna gli spazi esterni e l’area parcheggio. Al Municipio Roma V e al Comune di Roma l’obbligo ad intervenire per pretendere la messa in sicurezza della stazione e degli spazi esterni, dove tra l’altro il degrado abbonda grazie anche all’assenza di un adeguato servizio di pulizia.”

Purtroppo però, come spesso accade quando segnalazioni e denunce non vengono prese nella giusta considerazione da parte da chi ha il dovere di mantenere decoro, sicurezza ed efficienza del bene pubblico… accade l’irreparabile. L’irreparabile in questo caso è rappresentato dalla morte di un giovane Clochard che da tempo passava la notte in uno dei locali all’interno della stazione. Al momento non si sa se il decesso è avvenuto per atti di violenza o per morte naturale, sarà l’autopsia disposta dal magistrato ad accertarne con certezza le cause.

Una cosa è certa l’evento funesto, naturale o violento che sia, non ammette repliche e impone alla RFI di completare e mettere in sicurezza un’opera costata al contribuente milioni di euro. Al Campidoglio e  a Torre Annunziata corre l’obbligo di accertarsi che questo avvenga nel più preve tempo possibile.

La foto è di Roberto Torre


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