Docce chiuse, bagni assenti, bagnini spariti: così l’estate ai Cancelli

Manca l'autorizzazione della Capitaneria di Porto, che a sua volta attende documenti dal Comune di Roma. Un rimpallo burocratico che sta lasciando migliaia di bagnanti senza servizi

Il mare c’è, il sole pure. Ma a Castel Porziano, l’estate – quella vera, con servizi funzionanti e spiagge attrezzate – non è ancora arrivata.

A quasi due mesi e mezzo dall’apertura ufficiale della stagione balneare, i “Cancelli” continuano a essere presi d’assalto dai romani. Solo che, tra le dune e le onde, mancano all’appello i servizi essenziali: bagni chiusi, chioschi sbarrati e nemmeno l’ombra di un bagnino.

Il paradosso? I nuovi gestori ci sono, e hanno vinto regolarmente il bando comunale per la gestione dei cinque lotti. Eppure, non possono ancora mettere piede tra la sabbia: manca l’autorizzazione della Capitaneria di Porto, che a sua volta attende documenti dal Comune di Roma. Un rimpallo burocratico che sta lasciando migliaia di bagnanti senza servizi e una delle spiagge più amate della Capitale in condizioni precarie.

Il Campidoglio, che su Castel Porziano ha solo una concessione demaniale (n. 101/2023), non può agire in autonomia. A differenza delle spiagge di Ostia, di proprietà comunale, qui serve il via libera della Capitaneria per ogni passaggio. E così, anche se i nuovi affidatari sono stati scelti il 30 giugno, i chioschi restano chiusi.

immagine di repertorio

A complicare il quadro, c’è anche il naufragio del progetto di “project financing” ideato dall’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi: l’idea era di abbattere e ricostruire i vecchi chioschi con strutture leggere e sostenibili, grazie a capitali privati. Ma la proposta si è infranta sul “no” dell’autorità competente. E nel frattempo, l’estate è cominciata. Senza servizi.

La concessione attuale era stata firmata a inizio 2023 dal minisindaco del X Municipio, Mario Falconi, con la Capitaneria di Porto di Fiumicino. Un atto celebrato come “storico”, perché arrivava dopo oltre vent’anni di vuoto amministrativo. Ma a giudicare dalla situazione attuale, l’unico segno tangibile resta il cartello con scritto “chiuso”.

Ora, l’ultimo ostacolo è proprio l’istruttoria comunale, senza la quale la Capitaneria non può dare il nulla osta. I tempi? Incerti. L’auspicio è che tutto si sblocchi entro fine luglio, ma intanto i romani continuano a portarsi l’acqua da casa e a stendere l’asciugamano in spiagge senza servizi.

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