Dollari americani per salvare lo Stadio Flaminio: Roma vince il bando internazionale

Gregorio Staglianò - 1 Agosto 2017

Nonostante la sua importanza storica, lo Stadio Flaminio, costruito sulle macerie dello Stadio Nazionale e inaugurato alla fine degli anni Cinquanta, versa dal 2011 in una condizione di inutilizzo e di abbandono. Da qualche anno, dal 2014, la FIGC si era presa l’impegno di ristrutturare l’impianto a proprie spese dopo che la Federazione Italiana Rugby aveva formalizzato la propria rinuncia a continuare a condurlo, ma la sorte del Flaminio sembrava destinata a diventare quella delle tante grandi opere pubbliche italiane del secondo dopoguerra.

Una boccata d’ossigeno viene però da oltreoceano, precisamente da Los Angeles: la Getty Foundation ha infatti deciso di finanziare con 180.000 dollari un piano di conservazione dell’impianto sportivo, realizzato da Pier Luigi e Antonio Nervi.

È Daniele Frongia, Assessore allo Sport, alle Politiche Giovanili e ai Grandi Eventi di Roma Capitale ad annunciarlo sul suo profilo Facebook, specificando che il piano rientra nell’ambito del programma internazionale di finanziamenti “Keeping it Modern” a seguito della domanda presentata a marzo 2017 dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma, la Pier Luigi Nervi Project Association e Do.Co.Mo.Mo. Italia, in accordo con Roma Capitale.

“Come Assessore allo Sport – dice ai microfoni l’Assessore Frongia – sin dall’inizio del mio mandato, ho puntato molto a questo impianto che è un simbolo dello sport romano  e dell’architettura contemporanea. Con la famiglia Nervi abbiamo subito collaborato per riportare lo Stadio Flaminio agli antichi splendori. Duole constatare quanto l’assenza di politica e di interventi lo abbia ridotto così”.

L’obiettivo dell’amministrazione vorrebbe essere quello di restituire lo Stadio Flaminio alla sua funzione originaria, rendendolo, contemporaneamente un impianto sportivo polivalente. Il Campidoglio tramite una nota fa sapere che “Il piano di conservazione dello stadio Flaminio è volto a promuovere, sostenere e indirizzare il successivo progetto di recupero nel rispetto della concezione originale nerviana e dell’originale funzione di stadio e impianto sportivo polivalente. Il piano sarà quindi il risultato di un lavoro congiunto del gruppo di lavoro coadiuvato da un comitato scientifico internazionale che include anche esperti di storia dell’architettura, progettazione di impianti sportivi, conservazione del moderno e ingegneria delle costruzioni. Una volta realizzato lo studio sarà poi condiviso con i soggetti pubblici e privati che stanno proponendo progetti per la struttura”.

Soddisfatta anche la sindaca Raggi, che ricordando quando a gennaio scorso, venne presentata la candidatura al bando della Getty Foundation ha affermato che “quella di oggi è una buona notizia perché dimostra quanto quest’amministrazione si stia impegnando per recuperare ciò che per anni è stato abbandonato. Oggi abbiamo fatto un primo passo per restituire lo Stadio Flaminio ai cittadini. Questo impianto sarà centrale per lo sport della Capitale e siamo orgogliosi che questo percorso per il suo rifacimento sia iniziato grazie all’impegno della nostra Giunta. Vogliamo che lo sport possa rivivere dentro questa struttura e che la Capitale sia sempre più una Capitale dello sport”.


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