Domenica 8 febbraio Papa Francesco a Pietralata

In visita alla parrocchia di San Michele Arcangelo 
di Federico Carabetta - 4 Febbraio 2015

A partire dalle 16 di domenica 8 febbraio, Sua Santità il Pontefice Francesco visiterà la parrocchia dedicata a san Michele Arcangelo a Pietralata. Lì incontrerà i malati, i genitori con i bambini battezzati negli ultimi mesi, i bambini della comunione, insieme ai loro genitori, e un’ottantina di scout con le loro famiglie, confesserà pure alcuni fedeli. Alle 18 presiederà la Messa. Concelebreranno il cardinale vicario Agostino Vallini, il vescovo ausiliare per il settore nord mons.Guerino Di Tora, il parroco mons. Arsitide Sana, il viceparroco don Massimo Cautero, i due collaboratori parrocchiali, don Mauricio Andrés Fontalvo Floriàn e don Nicolás Francisco Garzòn Reyes, e altri quattro sacerdoti del quartiere.

Papa Francesco

Papa Francesco

È l’accoglienza il tratto caratteristico della parrocchia di San Michele Arcangelo a Pietralata dove Papa Francesco si recherà in visita nel pomeriggio di domenica 8 febbraio 2015. Ad affermarlo è monsignor Aristide Sana, sacerdote lombardo parroco di questa comunità da 17 anni, che svela: «L’abbiamo saputo un paio di settimane fa e da allora nella comunità fervono i preparativi: stiamo incontrando i vari gruppi pastorali, leggiamo alcuni suoi scritti, soprattutto brani tratti dall’Evangelii gaudium, e concludiamo le celebrazioni eucaristiche con la sua preghiera a Maria Stella della nuova evangelizzazione. Ma c’è ancora tanto da fare». Per esempio, rispondere alle domande dei bambini: «Sono molto curiosi, vogliono sapere tutto di Francesco che verrà a trovarli, dove viveva prima, com’è diventato Papa… stiamo facendo vedere loro dei filmati a cartone animato con lui come protagonista e loro sono pieni di entusiasmo. Stanno preparando i canti per l’accoglienza e delle letterine che gli consegneremo».

La parrocchia, ha già accolto il beato Paolo VI nel Natale del 1963 e san Giovanni Paolo II nel novembre del 1991. Qui Francesco arriverà intorno alle 16: «In alcuni saloni adiacenti alla chiesa – anticipa monsignor Sana – incontrerà i malati, i genitori con i bambini battezzati negli ultimi mesi, i bambini della comunione, insieme ai loro genitori, e un’ottantina di scout con le loro famiglie». Poi, dopo aver confessato alcuni fedeli, alle 18 presiederà la Messa concelebrata dal cardinale vicario Agostino Vallini, dal vescovo ausiliare per il settore Nord Guerino Di Tora, dal parroco monsignor Sana, dal viceparroco don Massimo Cautero, dai due collaboratori parrocchiali originari della Colombia, don Mauricio Andrés Fontalvo Floriàn e don Nicolás Francisco Garzòn Reyes, e da altri quattro sacerdoti del quartiere. «Il Papa – aggiunge monsignor Aristide Sana – trascorrerà anche del tempo con alcune persone che gravitano nella parrocchia, ma vivono situazioni di disagio gravi. Qui è pieno di storie difficili: senzatetto, papà separati che dormono in macchina».

La parrocchia, eretta nel 1938, si sviluppa su un unico asse, via di Pietralata, «ma le altre parti del quartiere, nato senza un piano regolatore chiaro, faticano a legarsi. È un mix di zone popolari e residenziali, siamo noi il cuore pulsante», spiega il parroco. Uno dei punti forti è il centro Caritas, dove arrivano diverse richieste di aiuto: «Tante, troppe persone vivono negli spazi verdi, in metropolitana. Ci sono situazioni di mancanza di lavoro, famiglie che richiedono assistenza con viveri, che distribuiamo almeno due volte al mese. Per fare di più – sottolinea il parroco – collaboriamo con il Banco Alimentare e abbiamo un canale con il Centro agroalimentare che ci fornisce prodotti per loro invendibili, magari per una confezione che si è danneggiata durante il trasporto». Tutti i martedì mattina al centro Caritas si fanno consulenze legali e di lavoro: «Pervengono molte richieste e noi cerchiamo di orientare le persone verso i servizi. Dove non ce la fanno le istituzioni locali proviamo ad arrivare noi, anche con l’8 per mille. Facciamo il possibile anche per gli ex carcerati. Rebibbia non è distante, molti finiscono di scontare la pena e non sanno dove andare. Tocchiamo con mano anche questo problema».

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