Donne disabili, quante difficoltà!

Attilio Migliorato - 15 Marzo 2022

Angela lo scorso gennaio voleva prenotare una visita ginecologica in una struttura pubblica, seguendo il consueto iter dettato dalla Regione Lazio. La pandemia, ancora presente, rende complicato il percorso per tutti, pensate ad  Angela che ha 22 anni , è disabile per distrofia muscolare  ed è su una sedia a rotelle. Una volta raggiunta la prenotazione specialistica si è ritrovata  davanti “le sue paure”, nate negli anni passati dopo aver avuto delle esperienze negative, che non l’hanno aiutata a tenere sotto controllo la sua salute.

A 15 anni fece la sua prima visita ginecologica “esterna“ con una ginecologa impreparata nel parlare e nel visitare una ragazza con disabilità fisica. Una ragazza giovane, anche se disabile e con un corpo non conforme, può anche avere avuto esperienze sessuali o può decidere di andare da una specialista per avere consigli sui rapporti che potrebbe avere. Angela aveva l’accompagnatrice, come l’ha tutt’ora, e nello studio medico, durante la visita, la ginecologa aveva costantemente ignorato la paziente e le domande le rivolgeva alla sua accompagnatrice. È scontato che poi Angela rispondeva. Un triangolo di disagio.

Passa qualche anno  e Angela, sempre con la sua accompagnatrice, prende un appuntamento nella solita struttura pubblica, cambia solo la ginecologa che la deve visitare. Visita sempre “esterna“ ma con particolare interesse medico solo alla disabilità di Angela, che non era andata in visita per la sua distrofia muscolare ma per una visita ginecologica “normale”. Altra esperienza negativa.

Ad Angela viene in mente sempre la solita domanda: ma tutte le ginecologhe strane le devo incontrare io?

Angela però un controllo ginecologico lo deve fare; a febbraio scorso prenota la nuova visita  e ci va sempre con la sua accompagnatrice. Finalmente trova la ginecologa esperta e capace, che con dolcezza ha subito chiesto all’accompagnatrice di uscire dallo studio; ha parlato a lungo con la paziente e non le ha fatto la sola visita “esterna“ ma una completa visita ginecologica. A dir la verità lo studio medico non era attrezzato per le persone disabili, ma la collaborazione tra paziente e specialista ha portato ad una buona visita e con Angela seduta sulla sua carrozzina.

Uno studio del settore ha trattato l’argomento e Il 50% circa delle donne disabili, dai 19 anni ai 74 anni, non effettua controlli ostetrici/ginecologici e senologici: per mancanza di un lettino ginecologico in studio, ambulatori non attrezzati, inaccessibilità dei servizi sanitari, scarsa formazione del personale medico, paura e disagio.

Però, se questo ci può consolare, abbiamo a Roma il Consultorio al Quadraro, che offre prime visite ginecologiche e ostetriche, visite di controllo, pap test, ecografie ginecologiche ed ostetriche. Circa 250 donne disabili hanno usufruito dei servizi in un anno. Equipe medica formata da ginecologhe, ostetriche, interpreti LIS, pscipoterapeuti, assistente sociale, avvocato.

È poco? Si! È qualche cosa e si può, che dite?

 

La Sposa di Maria Pia

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