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Dramma all’alba su Ponte Marconi: trentenne si getta nel Tevere, salvato dai sommozzatori

Il volo nel vuoto poco dopo le 7:00 del mattino. I Vigili del Fuoco intercettano l'uomo a cento metri dal punto dell'impatto. Corsa disperata in codice rosso verso il San Camillo

Le prime luci dell’alba sul Tevere sono state squarciate questa mattina da un sibilo di sirene e dal rombo dei gommoni di soccorso.

Erano le 7:00 in punto quando il silenzio su Ponte Guglielmo Marconi è stato interrotto da un gesto estremo: un uomo di circa trent’anni, romano, ha scavalcato il parapetto scomparendo nelle correnti limacciose del fiume.

La corsa contro il tempo

La chiamata alla sala operativa è stata immediata, attivando una macchina dei soccorsi che ha lavorato con precisione chirurgica per strappare il giovane alla morte.

Sul posto sono piombati in pochi minuti i sommozzatori dei Vigili del Fuoco insieme alla squadra 11/A dell’Eur, supportati dai Carabinieri della Compagnia Roma Eur e dal Nucleo Radiomobile.

Il Tevere, in quel tratto, non perdona: la corrente trascina via i corpi rapidamente, rendendo ogni secondo vitale. I pompieri hanno calato un gommone in acqua con una manovra rapida, iniziando a perlustrare il fiume verso valle.

Il recupero tra i flutti

Il “miracolo” si è compiuto a circa cento metri dal ponte. I soccorritori sono riusciti a individuare il trentenne mentre ancora lottava contro le acque gelide. L’uomo, nonostante l’impatto violento e lo shock termico, è stato issato a bordo dell’imbarcazione ancora in vita.

Una volta messo in sicurezza sul gommone, è stato trasportato a riva dove ad attenderlo c’era l’equipe medica del 118.

Corsa al San Camillo

Le condizioni sono apparse subito gravissime. Stabilizzato sulla banchina, il giovane è stato trasferito d’urgenza, all’ospedale San Camillo in codice rosso.


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