“Due boati e poi l’alert sul telefono”: la vacanza interrotta di Giulia e Sofia, bloccate a Dubai

Le due giovani romane sono tra i 58mila connazionali che, l'escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti ha sorpreso nella penisola arabica

Doveva essere il lunedì del rientro a Roma, quello dei racconti e delle foto dal deserto. Invece, per Giulia e Sofia, le ore sono scandite dal rimbombo delle esplosioni e dalle notifiche di emergenza sugli smartphone.

Le due giovani romane sono tra i 58mila connazionali che, l’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti ha sorpreso nella penisola arabica.

Il racconto: “Eravamo al mare, poi il panico”

La testimonianza di Giulia Lai restituisce la velocità con cui la normalità è andata in frantumi. «Eravamo al mare e in lontananza abbiamo sentito due boati», racconta la giovane.

In pochi minuti, i titoli dei siti d’informazione hanno confermato il peggio: l’inizio della controffensiva di Teheran e il bersagliamento degli hub degli Emirati.

«Ci siamo allarmate e siamo corse in albergo. Abbiamo provato a chiamare il consolato per ore; quando finalmente ci hanno risposto, ci hanno detto solo di registrarci su Viaggiare Sicuri, chiamare la compagnia aerea e non uscire dall’hotel».

Una notte di attesa e sirene

La tensione, però, non si è fermata al tramonto. «Durante la notte abbiamo sentito altri boati e sul telefono è suonato l’alert di emergenza», spiegano le due amiche. Il loro volo di stamattina è stato cancellato, così come oltre 3.400 altri collegamenti nella regione.

Una situazione che le ha costrette a estendere la permanenza in albergo a proprie spese, con l’incertezza come unica compagna di viaggio.

«Questa mattina l’ambasciata di Abu Dhabi ci ha confermato di continuare a monitorare i social per gli aggiornamenti. Ma qui si aspetta e basta».

Una generazione sotto scacco

Le due 25enni, abituate alla vivacità dei loro quartieri romani, tra San Lorenzo e Pigneto, si ritrovano ora in un limbo dorato ma pericolosissimo.

La loro priorità, dicono, resta la sicurezza, mentre le autorità italiane tentano di coordinare i rientri attraverso la neonata “Task Force Golfo”.

Per Giulia e Sofia, la vacanza è finita nel momento in cui l’odore del mare è stato coperto da quello acre delle esplosioni distanti.

Ora l’unico obiettivo è tornare a casa, lontano da un conflitto che ha trasformato il cielo in un muro invalicabile.

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